Il dr Eulogio Pimentel Vázquez, direttore generale del Centro di Ingegneria Genetica e Biotecnologia, ha dichiarato a Granma che il prodotto ha mostrato efficacia e sicurezza nella terapia di infermità virali.
12 febbraio 2020, Orfilio Peláez per Granma
Elaborato nel 1986 da un gruppo di ricercatori del Centro de Ingeniería Genética y Biotecnología (CIGB), l’Interferone alfa 2B umano recombinante ha beneficiato migliaia di pazienti cubani da quando, ormai tre decenni fa, è stato introdotto nel sistema nazionale sanitario, nella terapia di Hepatitis B e C, Herpes zóster, VIH-Sida e Dengue, nonché alcuni tipi di carcinoma.
La scelta delle autorità mediche cinesi di utilizzarlo contro il coronavirus, afferma il dr Pimentel, si deve a che questo virus diminuisce la produzione naturale di interferone nell’organismo umano e il farmaco cubano è capace di supplire alla deficienza, rafforzando il sistema immunologico.
Nel 2003 venne creata la impresa mista cubana-cinese ChangHeber, con sede nella città di Changchun: lì si inaugurò un moderno stabilimento, che attualmente fabbrica prodotti biotecnologici creati a Cuba, compreso l’Interferone alfa 2b recombinante.
