Asicuba riporta Minà in Umbria

COMUNICATO STAMPA

AsiCuba ha riportato in Umbria, a Gubbio e poi a Narni, la voce e la vita di Gianni Minà, attraverso la moglie e collaboratrice Loredana Macchietti, infaticabilmente impegnata nella cura dell’opera sua. Ad un pubblico partecipe ed anche emozionato ha presentato il docufilm, di cui è la curatrice, Gianni Minà una vita da giornalista:  “il racconto autentico della sua memoria, quando ancora era in vita, il racconto della sua storia professionale raccolto da fonte certa, cioè da lui in persona”, come precisa lei stessa.

Un professionista serio e documentato, che riusciva ad avvicinare temi e personaggi diversi con grande capacità di empatia e semplicità: come disse Massimo Troisi in una celebre intervista, nella sua agendina c’erano i nomi più famosi in tutti gli ambiti, da Cassius Clay a Frey Betto, da Caetano Veloso a Maradona, da Eduardo Galeano a Fidel…

Con Cuba e con Fidel ebbe una frequentazione lunga e coraggiosa (che pagò con una pesante emarginazione professionale). Ne è nato un libro postumo, Fidel un dialogo lungo trent’anni, che Loredana Macchietti sta presentando in tutta Italia.

Perugia 25 gennaio 2025

Certificata l’efficacia di un farmaco antitumorale cubano – Uno studio del Tata Memorial Hospital

Economic Times Magazine pubblica i risultati dello studio clinico di fase III del #Nimotuzumab, realizzato a Mumbai, India.

La dottoressa in scienze Mayda Mauri Pérez presidente di Biocubafarma ha pubblicato su (X) il seguente messaggio:

“Tanti auguri al @cim_cuba. Il nostro Nimotuzumab continua a dimostrare la sua sicurezza ed efficacia nel trattamento del cancro.

Nimotuzumab aumenta significativamente la sopravvivenza del cancro alla testa e al collo: studio Tata Memorial ethealthworld.com/s/g4pmkbt a través de @ETHealthWorld”

https://health.economictimes.indiatimes.com/…/112139243

Contro il Terrorismo Verso Cuba: Un Appello alla Giustizia e alla Solidarietà

scritto da Gian Franco Ferraris – 8 Luglio 2024

Autore originale del testo: Maddalena Celano

L’arresto di Ardenys García Álvarez e la sventata rete criminale che pianificava attacchi violenti a Cuba, presumibilmente finanziata dagli Stati Uniti, segna un punto di svolta cruciale nella lotta del popolo cubano contro il terrorismo. Questo evento, annunciato dal ministero degli Interni cubano, evidenzia non solo le sfide continue che Cuba affronta, ma anche l’urgenza di un’azione globale solidale e militante per contrastare questi atti di violenza sponsorizzati.

## La Lotta Continua: Cuba Resiste

Da decenni, Cuba è bersaglio di atti di terrorismo che mirano a destabilizzare il Paese e a minare la sua sovranità. La recente notizia del tentato attacco, con un capo della rete criminale arrestato, dimostra che le minacce non sono diminuite. García Álvarez, emigrato illegalmente negli Stati Uniti nel 2014 e ritornato a Cuba con armi da fuoco e munizioni, rappresenta l’ultimo anello di una lunga catena di aggressioni orchestrate contro la nazione cubana.

## Il Ruolo degli Stati Uniti

L’accusa che questa rete terroristica sia stata finanziata dagli Stati Uniti non sorprende. La storia delle relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti è segnata da interventi imperialisti, tentativi di sovversione e una lunga serie di atti terroristici sponsorizzati. Già negli anni ’90, Cuba fu vittima di una serie di attentati terroristici contro strutture turistiche, tra cui l’omicidio dell’imprenditore italiano Fabio di Celmo nel 1997. Fabio di Celmo perse la vita a causa di una bomba piazzata nell’Hotel Copacabana all’Avana, un tragico esempio delle conseguenze devastanti del terrorismo sponsorizzato.

## Solidarietà Internazionale

Di fronte a queste minacce, è fondamentale che la comunità internazionale si schieri al fianco di Cuba. La lotta contro il terrorismo verso Cuba non è solo una questione cubana, ma una battaglia globale per la giustizia, la sovranità e la pace. I movimenti progressisti di tutto il mondo devono alzare la voce contro queste ingiustizie e sostenere il diritto di Cuba a difendere la propria indipendenza.

## La Resistenza del Popolo Cubano

Il popolo cubano ha dimostrato una straordinaria resilienza di fronte a decenni di blocco economico, aggressioni e tentativi di destabilizzazione. La capacità di Cuba di smantellare questa rete criminale è un ulteriore testamento della determinazione del Paese a proteggere la propria sovranità e a garantire la sicurezza dei suoi cittadini.

## Un Appello all’Azione

È imperativo che le forze progressiste e i movimenti di solidarietà in tutto il mondo intensifichino i loro sforzi per denunciare il terrorismo verso Cuba e per esigere la fine delle politiche imperialiste degli Stati Uniti. Dobbiamo fare pressione sui governi, sulle organizzazioni internazionali e sui media affinché riconoscano e condannino questi atti di violenza.

## Conclusione

Il tentativo sventato di attacco terroristico contro Cuba è un duro monito della continua lotta per la giustizia e la pace. È un richiamo alla solidarietà globale e all’azione militante contro ogni forma di aggressione imperialista. Cuba non è sola nella sua resistenza: il mondo progressista è con lei, pronto a combattere al suo fianco per un futuro di dignità, sovranità e pace.

Maddalena Celano

Lettera aperta all’Ambasciatore degli Stati Uniti d’America

Spettabile Ambasciata USA

Via Vittorio Veneto, 121

00187 Roma

Stimato Ambasciatore Jack Markell,

Scriviamo per sollecitare il Governo degli Stati Uniti d’America a rimuovere la Repubblica di Cuba dalla lista degli “Stati sponsor del terrorismo” (SSOT), dove fu inserita per iniziativa del Presidente Trump nel gennaio 2021, con la motivazione della presenza di guerriglieri colombiani a L’Avana nell’ambito dei colloqui di pace col Governo Santos, patrocinati dalla Norvegia e ospitati sul territorio cubano.

I colloqui di pace si conclusero con un successo, di cui diede atto sia l’ex Presidente della Colombia Juan Manuel Santos che l’attuale Presidente, Gustavo Petro, entrambi richiedendo al Presidente Biden di rimediare ad una palese ingiustizia.

L’inclusione in questa lista, oltre che essere palesemente ingiusta, ha come effetto immediato l’impossibilità per Cuba di accedere al sistema bancario internazionale (45 banche internazionali hanno interrotto i rapporti con Cuba) e quindi rende difficile l’acquisto di beni essenziali, quali carburante, medicine, generi alimentari, ecc.

Peraltro anche i viaggi internazionali verso gli Stati Uniti ne risentono: le persone provenienti da 40 Paesi ora devono richiedere un visto completo se hanno in precedenza visitato Cuba, anziché una semplice esenzione ESTA.

Nell’ultimo anno del suo mandato presidenziale, il Presidente Biden ha la possibilità di fare un gesto umanitario, alleviando la grave crisi che colpisce il popolo cubano, già soffocato dalle preesistenti sanzioni di cui l’Assemblea Generale dell’ONU tutti gli anni e da 31 anni chiede la rimozione.

Come ha dimostrato il breve periodo di colloquio fra Stati Uniti e Cuba sotto l’Amministrazione Obama, entrambi i Paesi e i popoli traggono vantaggio quando si segue la strada della pace.

Grati per l’attenzione, inviamo i nostri rispetti.

Il Presidente

Fabio Faina

CAMPAGNA 2024 SOSTEGNO A CUBA  

Cuba è strangolata quotidianamente dalle misure di BLOCCO imposte dagli USA, e tutti gli anni denunciate dall’ONU come una fitta rete che ingabbia l’economia, lo sviluppo e tutti gli aspetti della vita del popolo cubano, mirando a creare sfiducia nei governanti e conseguenti sommosse per il desiderato “cambio di regime”.

Cuba con intelligenza ed eroismo ha sempre navigato fra gli scogli, riuscendo ad eccellere nello sviluppo umano e culturale del suo popolo, anche in mezzo a tappe drammatiche, quale fu la chiusura improvvisa dell’interscambio con l’est europeo, al crollo dell’URSS.

Ora Cuba vive un nuovo durissimo periodo, che vede sommarsi l’indebolimento dell’economia dopo la stasi dovuta alla pandemia, alle misure degli USA, aggravate dal perfido (e ridicolo) inserimento del Paese nell’arbitraria “lista dei patrocinatori del terrorismo”, che chiude definitivamente anche l’accesso alle transazioni bancarie.

RISULTATO: Cuba attualmente riesce a stento a coprire il fabbisogno di carburante, farmaci, farina, latte…

L’arma di guerra statunitense mondialmente praticata, vale anche per Cuba: strangolare il Paese e poi accusarlo di non essere in grado di soddisfare le necessità vitali del suo popolo.

NON CI RIUSCIRANNO: CUBA RESTA UNITA CONTRO IL NEMICO DI SEMPRE 

NOI NON DIMENTICHIAMO LA GENEROSA SOLIDARIETÀ DI CUBA, col mondo e con l’Italia

TUTTI UNITI E STRETTI A CUBA NELLA BATTAGLIA NECESSARIA

PER SOSTENERLA

CUBA CE LA FARÀ E NOI CON CUBA.

 Perugia, 18 marzo 2024                                                                     

IBAN IT13O 05018 03000 000 02000 0059

Intestato Associazione umbra solidarietà internazionalista AsiCuba

Causale: Campagna 2024 Sostegno a Cuba 

𝗥𝗔𝗜 – 𝘂𝗻 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗼 𝗼 𝘂𝗻 𝗯𝗼𝗹𝗹𝗲𝘁𝘁𝗶𝗻𝗼 𝗽𝗮𝗿𝗿𝗼𝗰𝗰𝗵𝗶𝗮𝗹𝗲?

Nonostante l’abitudine che dovremmo avere acquisito agli spot pubblicitari dei nostri media –presentati con gran umorismo come servizi giornalistici- e soprattutto nella Rai italiana, non si riesce a non restare stupiti dal #TG1 dello scorso giovedì, che, titolando “black-out elettrico, fame, repressione” annuncia il “reportage esclusivo” della propria inviata a L’Avana, certa Monia Venturini, munita di –attenzione attenzione- “telecamere nascoste”…

Ci saremmo anche stancati di dar puntualizzazioni, precisazioni, informazioni circonstanziate a chi meriterebbe solo scappellotti, come uno scolaro perdutamente somaro… quindi ci limitiamo all’ironia! E voi giornalettisti limitatevi a registrare il fatto ormai palese a tutti: l’informazione vera cui si rivolgono sempre più cittadini è quella libera veramente, quella in rete, mentre voi continuate ad essere solo guitti a ciò pagati da imprenditori privati o, come nel caso della RAI, da oligarchi che si sono appropriati di un bene pubblico.

La signora registra, anche se, poverina, non ha avuto tempo per capire quel che vedeva, le code per ritirare quanto distribuito dalla “tarjeta” –dice lei- (termine che in realtà a Cuba significa carta di credito, confondendola con la “libreta”, sorta di tessera annonaria che assegna alle famiglie generi di prima necessità a prezzi politici), ovviamente non sa cosa significhi la cosa, né ovviamente sa nulla sulle importazioni rese impossibili dal sistema USA di strangolamento dell’economia cubana.

Parla di “clima pesantissimo di paura e di forte controllo” mentre piazza il microfono sulla faccia di cubani palesemente esperti solo di “lavoro” coi turisti… “il popolo non ce la fa…manca tutto”… lo Stato comunista arriva a chiedere al PAM pane e latte: buffa la signora giornalista, quando Cuba offre alla OMS medici e infermieri per Haiti o i tanti altri buchi neri (ed anche a capitalismo trionfante) dell’umanità, l’apporto umano e scientifico dello “Stato comunista” è ignorato, quando non riesce a comprare e vendere sul mercato supposto libero torna la colpa del comunismo.

Suggeriamo una sana domanda alla giornalettista: come mai Cuba non riesce a commerciare con il mondo? Come mai non riesce a fare una qualsiasi transazione finanziaria tramite i circuiti bancari? Se la signora si volesse applicare scoprirebbe che -oh meraviglia- da più di sessant’anni la legge USA persegue chiunque si azzardi a vendere/comprare/investire a Cuba, mentre le banche rifiutano qualsiasi operazione, pena il pagamento di strabilianti multe ai soliti democratici USA. E l’Assemblea dell’ONU condanna tutti gli anni questa pratica genocidaria, con i soli voti contrari di USA e Israele.

Ma tutti tranquilli, una gigantesca petroliera russa è arrivata sulle coste cubane, il “primo mondo” non è più così indispensabile, Cuba troverà come relazionarsi col mondo alternativo che sta nascendo, senza spoliazione coloniale. E sarà un mondo di pari, fondato sulla cooperazione e il reciproco profitto.

Infine viene la voglia di sapere quanto sia costata la passeggiata a #Cuba degli inviati della RAI per il loro “servizio esclusivo”.

Perugia, 31 marzo 2024

#asicubaumbria

CUBA: PATRIA E CULTURA IN RIVOLUZIONE

MARTEDI’ 20 FEBBRAIO 2024 h.17 – libreria FELTRINELLI, Perugia


VIVIAMO UN TEMPO DI FEROCE, IMPUDICA DIMOSTRAZIONE DELLA VERA FACCIA DEL COLONIALISMO, con la UE e l’Italia esecutori genuflessi… GUARDARE A CUBA E AI SUOI STRUMENTI PER DIFENDERSI DALLO STESSO MOSTRO CI STIMOLA E CI AIUTA
Abbiamo l’onore di avere a PERUGIA il saggista e storico cubano ERNESTO LIMIA DIAZ, in Italia per la presentazione di questa sua opera, finalmente tradotta.
SE VOGLIAMO CAPIRE E DIFENDERE LA RIVOLUZIONE CUBANA questo è un testo imperdibile: una panoramica delle svariate azioni di destabilizzazione e “cambio di regime” attuate a Cuba, e delle organizzazioni statunitensi (USAID, NED ecc.) coinvolte sul campo, spesso come copertura della CIA; come i think tank al servizio dell’egemonia statunitense abbiano rinnovato e perfezionato le loro formule, dall’eversione ideologica contro l’URSS, alle attuali rivoluzioni colorate.
Patria e cultura in Rivoluzione ci parla di come si è formata la nazionalità cubana: la cultura come asse portante a contrasto della dominazione coloniale spagnola e dell’ostinata pretesa degli USA di impadronirsi dell’isola: una guerra progettata per decenni nei laboratori ideologici dell’impero più potente che la storia abbia mai conosciuto.
Infine, smaschera il piano per creare un’opposizione interna, che sembri più presentabile di quella tradizionale -terroristica e sanguinaria-, composta preferibilmente da “artisti”, mercenari e arrampicatori in cerca di visibilità mediatica. Un’operazione che avviene intenzionalmente in un momento molto difficile per la vita quotidiana dei cubani, sotto gli effetti del blocco nella sua versione più feroce: punta a un’esplosione sociale che dovrebbe promuovere l’intervento militare diretto degli USA.

CHE CUBA CON IL SUO POPOLO STIA RESISTENDO A 60 ANNI DI STRANGOLAMENTO PRODOTTO DAL BLOCCO E’ MERITO DELLA CONOSCENZA STORICA, DELLA COSCIENZA DI SE’, IN UNA PAROLA: DELLA CULTURA (bella lezione per i nostri popoli colonizzati culturalmente e ridotti a marionette).

Ben lo espresse Fidel : QUESTA E’ UNA BATTAGLIA DI IDEE, E LA VINCEREMO CON LE IDEE
APPUNTAMENTO MARTEDI’ 20 FEBBRAIO 2024 h.17 – libreria FELTRINELLI, piazza della Repubblica-Perugia

Fermare il genocidio – Solidarietà internazionale e rispetto del popolo palestinese

Sabato 20 Gennaio
Ore 17.30 incontro al Cinema Postmodernissimo con Ali Rashid
Ore 20.30 cena in sostegno della Mezza Luna Rossa a Gaza allo spazio popolare Rude Grifo
Info e prenotazioni 3204317327

MEDICI PALESTINESI della Scuola Latinoamericana di Medicina (ELAM) de L’AVANA scrivono al Presidente MIGUEL DIAZ-CANEL

MEDICI PALESTINESI della Scuola Latinoamericana di Medicina (ELAM) de L’AVANA scrivono al Presidente MIGUEL DIAZ-CANEL:


Compagno Miguel Díaz-Canel, riceva i nostri saluti rivoluzionari.
Sulla base delle profonde e solide relazioni militanti e storiche che uniscono il grande popolo cubano e il combattente popolo palestinese, ribadiamo la nostra gratitudine a lei come Primo Segretario del PCC e avanguardia dell’eredità del Comandante Fidel Castro Ruz. Grazie a lui e al popolo cubano, oggi abbiamo migliaia di professionisti della salute che forniscono servizi e concretizzano umanità e socialismo, onorando l’eredità del nostro Comandante per un mondo migliore.
Cuba conosce la realtà della Palestina occupata, soprattutto della Striscia di Gaza, trasformata dal regime sionista in un enorme campo di concentramento (…). L’esercito dell’occupazione ha messo fuori servizio 25 ospedali e bombardato un’ambulanza all’ingresso dell’ospedale Al Shifa, lo ha preso d’assalto (…), ha fucilato decine di membri del personale sanitario e ne ha feriti altri, lasciando decine di martiri, tra cui neonati prematuri le cui vite dipendevano dalle incubatrici. (…)
Ieri il mio collega Fayez, un medico laureato all’ELAM, che ora lavora nell’ospedale di Awda, nel nord della Striscia, ha inviato un sms e cito: “Watan, sto bene, sono ancora vivo, i miei colleghi stanno bene, l’occupazione ha trasformato la minaccia in un fatto reale e ha bombardato l’ospedale, non so se hai visto le immagini, ci sono 9 feriti tra i nostri colleghi, ma ti ripeto che stiamo bene, e non riusciranno a sconfiggerci. Sono, come dicevamo una volta, un palestinese-cubano, quindi immagina chi hanno di fronte”.
Questo regime sionista coloniale, sostenuto dall’imperialismo occidentale come suo braccio in Medio Oriente, sta commettendo un massacro in diretta televisiva, da 75 anni commette massacri: crediamo che non ci siano parole per descrivere il sentimento di impotenza e sgomento che prova ogni essere libero in questo mondo. Il nostro rigetto dell’imperialismo e del sionismo è immenso ed è ciò che fa crescere la nostra volontà e il nostro spirito combattivo, generazione dopo generazione, e la fiducia che la vittoria sarà nostra. Cito una frase di George Habash, fondatore e primo segretario generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina:
“Gli aerei nemici possono bombardare le nostre città e i nostri campi e uccidere bambini, vecchi e donne, ma non possono uccidere in noi la volontà di combattere “.
Come leader rivoluzionario e uomo pieno di sensibilità umana, lei immaginerà il dolore e la preoccupazione che proviamo per il nostro popolo, per le nostre famiglie e per i nostri compagni e colleghi medici, che stanno soffrendo per lo sfinimento fisico e lo stress emotivo di fronte allo spietato massacro degli ultimi 40 giorni.
Le scrivo questa lettera a nome mio e dei laureati a Cuba, palestinesi e non, e anche a nome di tutti coloro che si identificano con i palestinesi, e che negli ultimi giorni mi hanno contattato per sostenere la nostra decisione: non solo verbalmente, ma accompagnandoci nell’eventualità di formare una Brigata Medica composta da laureati, per sostenere le squadre mediche nella Striscia di Gaza. Sappiamo che possiamo contare con migliaia di professionisti della salute provenienti da ogni angolo del mondo e pronti ad andare a Gaza, ma noi come medici formati dalla Rivoluzione cubana, come medici di scienza e coscienza, abbiamo il dovere di prendere l’iniziativa. Le parole e i discorsi violenti non fanno cadere i cacciabombardieri né proteggono i bambini.
Noi sì, è un nostro dovere e un nostro diritto. Dobbiamo essere il piccolo motore che muove il grande motore della storia.
Noi che stiamo ancora studiando la specialità chiederemo un congedo e ci impegneremo a prenderci cura di noi stessi e rimanere in vita per tornare a Cuba e finire la specialità, onorando il nostro impegno di divenire specialisti formati dall’eroica Rivoluzione cubana, per poter continuare a servire il nostro popolo palestinese e le cause giuste del mondo.
Grazie a Cuba ho imparato che il più grande concetto di cittadinanza è l’internazionalismo attuato dalla Rivoluzione.

LUNGA VITA ALLA PALESTINA LIBERA DAL FIUME AL MARE
VIVA CUBA
VIVA LA SOLIDARIETÀ TRA I POPOLI
Watan Jamil Alabed
specializzando in pediatria presso l’Ospedale Juan Manuel Marquez

16 novembre 2023 (da cubaenresumen.org)