Ciao Enrico, per sempre a Cuba

Enrico, ora è anche a Cuba. Enrico ora è eterno a Cuba.

Enrico, compagno di tante battaglie, era un instancabile membro di AsiCuba, venuto a mancare a dicembre 2025.

L’ha portato Maria Giovanna Tamburello , in nome di noi tutti e Cuba l’ha accolto come ha sempre fatto con tutti i combattenti rivoluzionari. Ed Enrico merita questo onore, perché questa è stata la sua vita.

Enrico è accolto nel “Campamento Julio Antonio Mella” dell’ ICAP-Istituto di Amicizia fra i Popoli, a Caimito, dove stazionano le Brigate di lavoro volontario provenienti da tutto il mondo.

Ringraziamo specialmente Rigoberto e Idania, i compagni funzionari dell’ICAP che hanno reso possibile questo riconoscimento.

Presenti alla cerimonia i rappresentanti dell’ ICAP, Maria Giovanna Tamburello, Gioia Minuti della redazione del Granma Italia e i rappresentanti del Minsap.

Asicuba riporta Minà in Umbria

COMUNICATO STAMPA

AsiCuba ha riportato in Umbria, a Gubbio e poi a Narni, la voce e la vita di Gianni Minà, attraverso la moglie e collaboratrice Loredana Macchietti, infaticabilmente impegnata nella cura dell’opera sua. Ad un pubblico partecipe ed anche emozionato ha presentato il docufilm, di cui è la curatrice, Gianni Minà una vita da giornalista:  “il racconto autentico della sua memoria, quando ancora era in vita, il racconto della sua storia professionale raccolto da fonte certa, cioè da lui in persona”, come precisa lei stessa.

Un professionista serio e documentato, che riusciva ad avvicinare temi e personaggi diversi con grande capacità di empatia e semplicità: come disse Massimo Troisi in una celebre intervista, nella sua agendina c’erano i nomi più famosi in tutti gli ambiti, da Cassius Clay a Frey Betto, da Caetano Veloso a Maradona, da Eduardo Galeano a Fidel…

Con Cuba e con Fidel ebbe una frequentazione lunga e coraggiosa (che pagò con una pesante emarginazione professionale). Ne è nato un libro postumo, Fidel un dialogo lungo trent’anni, che Loredana Macchietti sta presentando in tutta Italia.

Perugia 25 gennaio 2025

Comunicato sulla Marcia del Popolo Combattente

Il 20 dicembre, più di 500.000 abitanti dell’Avana, in rappresentanza del popolo, guidati dal Generale dell’Esercito e leader della Rivoluzione, Raúl Castro Ruz, e da Miguel Díaz-Canel Bermúdez, Primo Segretario del Partito Comunista di Cuba e Presidente della Repubblica, hanno marciato davanti all’ambasciata degli Stati Uniti in una massiccia manifestazione contro il blocco e l’inclusione del Paese nella lista degli sponsor statali del terrorismo stilata dal Dipartimento di Stato americano.

La convocazione è stata una grande dimostrazione di sostegno popolare alla Rivoluzione, oltre che un’attestazione di unità in cui è emersa la gioia, la fiducia e l’ottimismo dei cubani nonostante le difficoltà quotidiane causate dalla politica di massima pressione del governo statunitense. È stata una marcia per la vita, l’onore, la dignità e il futuro di un popolo eroico e pacifico.

Di grande simbolismo è stata la presenza incoraggiante di Raúl come principale rappresentante di quella generazione storica che ci ha portato alla vittoria nel 1959, camminando saldamente al fianco dei giovani, che portano avanti la premessa di non deludere coloro che hanno dedicato la loro vita alla difesa della sovranità nazionale.

Nel suo discorso di apertura, il Presidente Díaz-Canel ha affermato: “La pretesa degli Stati Uniti di lacerare la dignità di questo popolo, attraverso la clava, è stato annullato oggi con questa manifestazione e marcia dei combattenti, che dimostra quanto alto continui a essere l’onore della nostra Patria”.

Con la stessa convinzione, dimostrata in quasi 66 anni di gloriosa resistenza da parte di diverse generazioni di cubani di fronte all’ostilità dei governi statunitensi che si sono succeduti, continueremo a lottare per costruire i nostri sogni, vincendo l’ingerenza che cerca senza successo di piegare la nostra volontà di essere una nazione libera e sovrana. È la volontà di un intero popolo! Viva Cuba!

Roma, 22 dicembre 2024

Cuba scommette sul riso per vincere il blocco  

 (…) Cuba consuma circa 600,000 tonnellate di riso all’anno, ma riesce a produrne appena un terzo. Per diverse ragioni.

Prima di tutto, il deficit dei mezzi di produzione necessari e l’enorme dipendenza del paese dalle importazioni di combustibile, entrambi i settori colpiti direttamente dalle sanzioni di Washington che impediscono a paesi terzi relazioni commerciali con la isola.  (…)

“Nel 2016 raggiungemmo una produzione di più di 300,000 tonnellate, e stavamo incrementando sostenutamente la produzione. Quando arrivò Trump, che ci incluse nella lista dei paesi patrocinatori del terrorismo. E questo ha prodotto l’effetto che non troviamo più fonti finanziarie per la produzione del riso: forniture, tecnologia, combustibile” (Nelson González González, direttore Programma Nazionale Produzione Riso del Ministero Agricultura).

Dagoberto Ramírez, produttore di riso da 20 anni, afferma che “lo sforzo che stiamo facendo in tutto il paese è enorme perché non abbiamo materie prime… Manca anche la manodopera e se non ci fosse il blocco avremmo i giovani per la semina, che ora mancano perché non si offrono le condizioni necessarie”  

IL RISO, PRIORITA’ PER LO STATO E PER IL POPOLO

Per rispondere alla necessità del popolo lo Stato deve ricorrere a grandi sforzi economici per importare e poi rivendere ai cittadini a prezzo politico.  

D’altro lato, con nuove misure statali approvate negli ultimi anni, si stanno consegnando terre in usufrutto, per stimolare la produzione su piccola scala.

Oggi sono più di 20,000 i produttori di riso in tutto il paese oltre ad altri 11,000 che producono per l’autoconsumo.   

Cuba implementa anche programmi di cooperazione con altri paesi. per es. si è iniziato un progetto pilota di collaborazione con Vietnam per la semina di semi che promettono di migliorare la resa.

Vietnam, Brasile e Uruguay sono i principali fornitori (…)

In quest’anno 2024, si punta a raggiungere le 200,000 tonnellate (…)

Secondo l’Ufficio Nazionale di Statistica negli ultimi 6 anni la produzione di riso è calata del 90%: il paese è passato da una produzione di 272,800 tonnellate a 27,900.

In generale, si importa più del 70% dei generi alimentari necessari, che significa 2 miliardi di dollari all’anno, una cifra considerabile per una economia in crisi come quella cubana.

Ora con l’arrivo di Trump al potere non ci si aspetta una tregua negli attacchi degli Stati Uniti, però gli agricoltori cubani sanno che la priorità è dar da mangiare al loro paese, vincendo il BLOCCO con ogni tonnellata in più… (…)

Fonte: Claridad Por Luis de Jesús Reyes, Resumen Latinoamericano,

10 dicembre 2024

#TumbaElBloqueo – ABBATTI IL BLOCCO

Condividiamo questa importante relazione usando l’hashtag #TumbaElBloqueo, ABBATTI IL BLOCCO, perchè dobbiamo contrapporre la realtà alle “info” dei media falsari che lamentano la mancanza d’acqua , di energia elettrica, di latte… MA MAI PARLANO DEL BLOCCO

Cuba presenta la relazione sui danni provocati dal BLOCCO più prolungato e ampio della storia, in vista della prossima discussione all’ONU  

Un’ora di blocco provoca più di 575.683 $ di danni a Cuba

Dal 1º marzo 2023 al 29 febbraio 2024, il blocco statunitense ha provocato danni e problemi materiali a Cuba con un incremento di 189,8 milioni di $ rispetto all’anno precedente.

Questo significa un danno di circa 421 milioni al mese, cioè 13,8 milioni al giorno, più di 575.683 dollari di danni per ogni ora.

Al prezzo corrente i danni accumulati durante più di sei decenni di questa politica toccano 164.141,1 milioni di dollari.

(…) Il Ministro Relazioni Estere di Cuba, Bruno Rodríguez Parrilla, lo ha precisato presentando alla stampa estera e nazionale la relazione dei danni provocati nell’anno corrente, ed ha precisato che senza il blocco, si stima che il PIL di Cuba sarebbe cresciuto nel 2023 di almeno un 8 %.

(…) Nel periodo esaminato dalla relazione, le azioni degli USA sono state indirizzate a identificare e perseguire le principali fonti d’entrata dell’economia cubana, in stretta applicazione della Legge Helms-Burton, incluso riguardo la sua portata extraterritoriale.

In questo senso restano invariate le misure con maggior impatto sulla popolazione e sull’economia cubana (…).

Tra gli ultimi passi del Governo USA, il Cancelliere ha riportato la persistenza dell’ingiustificata accusa a Cuba d’essere uno Stato sponsor del terrorismo. (…)

Inoltre ha spiegato che gli annunci statunitensi del 28 maggio su alcuni cambiamenti del blocco riguardo al settore privato non hanno modificato il corpo fondamentale di questa politica. Non eliminano nè modificano le misure coercitive che danneggiano di più l’economia e i servizi pubblici, (…) Rodríguez Parrilla ha detto che l’offensiva contro il turismo, l’aggiunta degli inesistenti “attacchi sonici” a diplomatici statunitensi come giustificazione per qualificare Cuba come Paese poco sicuro, la persecuzione dei convegni di cooperazione medica internazionale, tra l’altro, rispondono a un disegno preciso, indirizzato a impedire l’arrivo delle entrate imprescindibili per coprire le necessità della popolazione.

Il Governo USA ha chiarito ogni dubbio sulla natura crudele e genocida del blocco, richiamando alla memoria che utilizzò il peggior momento della pandemia COVID-19 per imporre misure aggiuntive, rinforzò la proibizione d’importazioni vitali come i ventilatori polmonari, applicò misure che danneggiarono la produzione dei vaccini cubani contro il virus e giunse ad impedire l’importazione d’ossigeno da Paesi terzi.

Tutte le difficoltà della società cubana non si devono esclusivamente al blocco –ha riconosciuto il Ministro delle Relazioni Estere–, «ma non dice la verità chi non lo identifica come il principale ostacolo al nostro sviluppo.

Nessun Paese, anche con economie molto più prospere e robuste, potrebbe affrontare un’aggressione tanto spietata».

IL BLOCCO IN CIFRE

  • 25 giorni equivalgono al finanziamento necessario per coprire l’approvvigionamento di base di medicinali per un anno (339 milioni di $)
  • 9 giorni corrispondono al costo d’importazione del materiale usa-e- getta (cotone, garze, siringhe, aghi, suture, cateteri) e dei reagenti necessari al sistema sanitario nazionale per un anno (129 milioni $)
  • 21 ore di blocco equivalgono al costo d’acquisto dell’insulina necessaria per coprire il fabbisogno per un anno (12 milioni di $).
  • 18 giorni equivalgono al costo di manutenzione del Sistema elettro- energetico nazionale per un anno (250 milioni di $).
  • 4 mesi corrispondono alla spesa per garantire la consegna alle famiglie dei generi di prima necessità per un anno (1.600 milioni di $).
  • 38 ore equivalgono al costo di produzione/acquisto del materiale scolastico per il Sistema di Educazione per un anno (21 milioni di $)
  • se il blocco sparisse per 8 ore, Cuba potrebbe comprare giocattoli e elementi didattici per tutti gli asili del paese (4.500.000 $).
  • Mezz’ora equivale al costo delle sedie a rotelle necessarie per il Sistema di Educazione Speciale (256.363 $).
  • 44 ore equivalgono al finanziamento necessario per garantire i computers nei centri educativi del paese (25.200.000 $).
  • 15 minuti corrispondono al finanziamento necessario per coprire la domanda di protesi auditive per bambini e adolescenti, studenti nel Sistema di Educazione Speciale (144.000 $).
  • 3 giorni equivalgono al costo di manutenzione del trasporto pubblico per un anno (40 milioni di $).
  • 9 mesi equivalgono al finanziamento stimato per coprire le necessità di costruzione di nuove case (3.893 milioni di $).

L’Avana, Daniela Cabrera Monzón, 12/9/2024, Granma

Certificata l’efficacia di un farmaco antitumorale cubano – Uno studio del Tata Memorial Hospital

Economic Times Magazine pubblica i risultati dello studio clinico di fase III del #Nimotuzumab, realizzato a Mumbai, India.

La dottoressa in scienze Mayda Mauri Pérez presidente di Biocubafarma ha pubblicato su (X) il seguente messaggio:

“Tanti auguri al @cim_cuba. Il nostro Nimotuzumab continua a dimostrare la sua sicurezza ed efficacia nel trattamento del cancro.

Nimotuzumab aumenta significativamente la sopravvivenza del cancro alla testa e al collo: studio Tata Memorial ethealthworld.com/s/g4pmkbt a través de @ETHealthWorld”

https://health.economictimes.indiatimes.com/…/112139243

Contro il Terrorismo Verso Cuba: Un Appello alla Giustizia e alla Solidarietà

scritto da Gian Franco Ferraris – 8 Luglio 2024

Autore originale del testo: Maddalena Celano

L’arresto di Ardenys García Álvarez e la sventata rete criminale che pianificava attacchi violenti a Cuba, presumibilmente finanziata dagli Stati Uniti, segna un punto di svolta cruciale nella lotta del popolo cubano contro il terrorismo. Questo evento, annunciato dal ministero degli Interni cubano, evidenzia non solo le sfide continue che Cuba affronta, ma anche l’urgenza di un’azione globale solidale e militante per contrastare questi atti di violenza sponsorizzati.

## La Lotta Continua: Cuba Resiste

Da decenni, Cuba è bersaglio di atti di terrorismo che mirano a destabilizzare il Paese e a minare la sua sovranità. La recente notizia del tentato attacco, con un capo della rete criminale arrestato, dimostra che le minacce non sono diminuite. García Álvarez, emigrato illegalmente negli Stati Uniti nel 2014 e ritornato a Cuba con armi da fuoco e munizioni, rappresenta l’ultimo anello di una lunga catena di aggressioni orchestrate contro la nazione cubana.

## Il Ruolo degli Stati Uniti

L’accusa che questa rete terroristica sia stata finanziata dagli Stati Uniti non sorprende. La storia delle relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti è segnata da interventi imperialisti, tentativi di sovversione e una lunga serie di atti terroristici sponsorizzati. Già negli anni ’90, Cuba fu vittima di una serie di attentati terroristici contro strutture turistiche, tra cui l’omicidio dell’imprenditore italiano Fabio di Celmo nel 1997. Fabio di Celmo perse la vita a causa di una bomba piazzata nell’Hotel Copacabana all’Avana, un tragico esempio delle conseguenze devastanti del terrorismo sponsorizzato.

## Solidarietà Internazionale

Di fronte a queste minacce, è fondamentale che la comunità internazionale si schieri al fianco di Cuba. La lotta contro il terrorismo verso Cuba non è solo una questione cubana, ma una battaglia globale per la giustizia, la sovranità e la pace. I movimenti progressisti di tutto il mondo devono alzare la voce contro queste ingiustizie e sostenere il diritto di Cuba a difendere la propria indipendenza.

## La Resistenza del Popolo Cubano

Il popolo cubano ha dimostrato una straordinaria resilienza di fronte a decenni di blocco economico, aggressioni e tentativi di destabilizzazione. La capacità di Cuba di smantellare questa rete criminale è un ulteriore testamento della determinazione del Paese a proteggere la propria sovranità e a garantire la sicurezza dei suoi cittadini.

## Un Appello all’Azione

È imperativo che le forze progressiste e i movimenti di solidarietà in tutto il mondo intensifichino i loro sforzi per denunciare il terrorismo verso Cuba e per esigere la fine delle politiche imperialiste degli Stati Uniti. Dobbiamo fare pressione sui governi, sulle organizzazioni internazionali e sui media affinché riconoscano e condannino questi atti di violenza.

## Conclusione

Il tentativo sventato di attacco terroristico contro Cuba è un duro monito della continua lotta per la giustizia e la pace. È un richiamo alla solidarietà globale e all’azione militante contro ogni forma di aggressione imperialista. Cuba non è sola nella sua resistenza: il mondo progressista è con lei, pronto a combattere al suo fianco per un futuro di dignità, sovranità e pace.

Maddalena Celano

Lettera aperta all’Ambasciatore degli Stati Uniti d’America

Spettabile Ambasciata USA

Via Vittorio Veneto, 121

00187 Roma

Stimato Ambasciatore Jack Markell,

Scriviamo per sollecitare il Governo degli Stati Uniti d’America a rimuovere la Repubblica di Cuba dalla lista degli “Stati sponsor del terrorismo” (SSOT), dove fu inserita per iniziativa del Presidente Trump nel gennaio 2021, con la motivazione della presenza di guerriglieri colombiani a L’Avana nell’ambito dei colloqui di pace col Governo Santos, patrocinati dalla Norvegia e ospitati sul territorio cubano.

I colloqui di pace si conclusero con un successo, di cui diede atto sia l’ex Presidente della Colombia Juan Manuel Santos che l’attuale Presidente, Gustavo Petro, entrambi richiedendo al Presidente Biden di rimediare ad una palese ingiustizia.

L’inclusione in questa lista, oltre che essere palesemente ingiusta, ha come effetto immediato l’impossibilità per Cuba di accedere al sistema bancario internazionale (45 banche internazionali hanno interrotto i rapporti con Cuba) e quindi rende difficile l’acquisto di beni essenziali, quali carburante, medicine, generi alimentari, ecc.

Peraltro anche i viaggi internazionali verso gli Stati Uniti ne risentono: le persone provenienti da 40 Paesi ora devono richiedere un visto completo se hanno in precedenza visitato Cuba, anziché una semplice esenzione ESTA.

Nell’ultimo anno del suo mandato presidenziale, il Presidente Biden ha la possibilità di fare un gesto umanitario, alleviando la grave crisi che colpisce il popolo cubano, già soffocato dalle preesistenti sanzioni di cui l’Assemblea Generale dell’ONU tutti gli anni e da 31 anni chiede la rimozione.

Come ha dimostrato il breve periodo di colloquio fra Stati Uniti e Cuba sotto l’Amministrazione Obama, entrambi i Paesi e i popoli traggono vantaggio quando si segue la strada della pace.

Grati per l’attenzione, inviamo i nostri rispetti.

Il Presidente

Fabio Faina

CAMPAGNA 2024 SOSTEGNO A CUBA  

Cuba è strangolata quotidianamente dalle misure di BLOCCO imposte dagli USA, e tutti gli anni denunciate dall’ONU come una fitta rete che ingabbia l’economia, lo sviluppo e tutti gli aspetti della vita del popolo cubano, mirando a creare sfiducia nei governanti e conseguenti sommosse per il desiderato “cambio di regime”.

Cuba con intelligenza ed eroismo ha sempre navigato fra gli scogli, riuscendo ad eccellere nello sviluppo umano e culturale del suo popolo, anche in mezzo a tappe drammatiche, quale fu la chiusura improvvisa dell’interscambio con l’est europeo, al crollo dell’URSS.

Ora Cuba vive un nuovo durissimo periodo, che vede sommarsi l’indebolimento dell’economia dopo la stasi dovuta alla pandemia, alle misure degli USA, aggravate dal perfido (e ridicolo) inserimento del Paese nell’arbitraria “lista dei patrocinatori del terrorismo”, che chiude definitivamente anche l’accesso alle transazioni bancarie.

RISULTATO: Cuba attualmente riesce a stento a coprire il fabbisogno di carburante, farmaci, farina, latte…

L’arma di guerra statunitense mondialmente praticata, vale anche per Cuba: strangolare il Paese e poi accusarlo di non essere in grado di soddisfare le necessità vitali del suo popolo.

NON CI RIUSCIRANNO: CUBA RESTA UNITA CONTRO IL NEMICO DI SEMPRE 

NOI NON DIMENTICHIAMO LA GENEROSA SOLIDARIETÀ DI CUBA, col mondo e con l’Italia

TUTTI UNITI E STRETTI A CUBA NELLA BATTAGLIA NECESSARIA

PER SOSTENERLA

CUBA CE LA FARÀ E NOI CON CUBA.

 Perugia, 18 marzo 2024                                                                     

IBAN IT13O 05018 03000 000 02000 0059

Intestato Associazione umbra solidarietà internazionalista AsiCuba

Causale: Campagna 2024 Sostegno a Cuba