MEDICI PALESTINESI della Scuola Latinoamericana di Medicina (ELAM) de L’AVANA scrivono al Presidente MIGUEL DIAZ-CANEL:
Compagno Miguel Díaz-Canel, riceva i nostri saluti rivoluzionari.
Sulla base delle profonde e solide relazioni militanti e storiche che uniscono il grande popolo cubano e il combattente popolo palestinese, ribadiamo la nostra gratitudine a lei come Primo Segretario del PCC e avanguardia dell’eredità del Comandante Fidel Castro Ruz. Grazie a lui e al popolo cubano, oggi abbiamo migliaia di professionisti della salute che forniscono servizi e concretizzano umanità e socialismo, onorando l’eredità del nostro Comandante per un mondo migliore.
Cuba conosce la realtà della Palestina occupata, soprattutto della Striscia di Gaza, trasformata dal regime sionista in un enorme campo di concentramento (…). L’esercito dell’occupazione ha messo fuori servizio 25 ospedali e bombardato un’ambulanza all’ingresso dell’ospedale Al Shifa, lo ha preso d’assalto (…), ha fucilato decine di membri del personale sanitario e ne ha feriti altri, lasciando decine di martiri, tra cui neonati prematuri le cui vite dipendevano dalle incubatrici. (…)
Ieri il mio collega Fayez, un medico laureato all’ELAM, che ora lavora nell’ospedale di Awda, nel nord della Striscia, ha inviato un sms e cito: “Watan, sto bene, sono ancora vivo, i miei colleghi stanno bene, l’occupazione ha trasformato la minaccia in un fatto reale e ha bombardato l’ospedale, non so se hai visto le immagini, ci sono 9 feriti tra i nostri colleghi, ma ti ripeto che stiamo bene, e non riusciranno a sconfiggerci. Sono, come dicevamo una volta, un palestinese-cubano, quindi immagina chi hanno di fronte”.
Questo regime sionista coloniale, sostenuto dall’imperialismo occidentale come suo braccio in Medio Oriente, sta commettendo un massacro in diretta televisiva, da 75 anni commette massacri: crediamo che non ci siano parole per descrivere il sentimento di impotenza e sgomento che prova ogni essere libero in questo mondo. Il nostro rigetto dell’imperialismo e del sionismo è immenso ed è ciò che fa crescere la nostra volontà e il nostro spirito combattivo, generazione dopo generazione, e la fiducia che la vittoria sarà nostra. Cito una frase di George Habash, fondatore e primo segretario generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina:
“Gli aerei nemici possono bombardare le nostre città e i nostri campi e uccidere bambini, vecchi e donne, ma non possono uccidere in noi la volontà di combattere “.
Come leader rivoluzionario e uomo pieno di sensibilità umana, lei immaginerà il dolore e la preoccupazione che proviamo per il nostro popolo, per le nostre famiglie e per i nostri compagni e colleghi medici, che stanno soffrendo per lo sfinimento fisico e lo stress emotivo di fronte allo spietato massacro degli ultimi 40 giorni.
Le scrivo questa lettera a nome mio e dei laureati a Cuba, palestinesi e non, e anche a nome di tutti coloro che si identificano con i palestinesi, e che negli ultimi giorni mi hanno contattato per sostenere la nostra decisione: non solo verbalmente, ma accompagnandoci nell’eventualità di formare una Brigata Medica composta da laureati, per sostenere le squadre mediche nella Striscia di Gaza. Sappiamo che possiamo contare con migliaia di professionisti della salute provenienti da ogni angolo del mondo e pronti ad andare a Gaza, ma noi come medici formati dalla Rivoluzione cubana, come medici di scienza e coscienza, abbiamo il dovere di prendere l’iniziativa. Le parole e i discorsi violenti non fanno cadere i cacciabombardieri né proteggono i bambini.
Noi sì, è un nostro dovere e un nostro diritto. Dobbiamo essere il piccolo motore che muove il grande motore della storia.
Noi che stiamo ancora studiando la specialità chiederemo un congedo e ci impegneremo a prenderci cura di noi stessi e rimanere in vita per tornare a Cuba e finire la specialità, onorando il nostro impegno di divenire specialisti formati dall’eroica Rivoluzione cubana, per poter continuare a servire il nostro popolo palestinese e le cause giuste del mondo.
Grazie a Cuba ho imparato che il più grande concetto di cittadinanza è l’internazionalismo attuato dalla Rivoluzione.
LUNGA VITA ALLA PALESTINA LIBERA DAL FIUME AL MARE
VIVA CUBA
VIVA LA SOLIDARIETÀ TRA I POPOLI
Watan Jamil Alabed
specializzando in pediatria presso l’Ospedale Juan Manuel Marquez
16 novembre 2023 (da cubaenresumen.org)