L’intervento della figlia di Che Guevara al funerale dei reporter di Al Mayadeen

La figlia di Che Guevara al funerale dei reporter di Al Mayadeen (Libano) uccisi da Israele:

“Sono discendente di chi ha combattuto per la Resistenza. Ho sempre saputo che nella guerra giusta, o si trionfa o si muore. Ma non ho mai visto un nemico con così tanta brutalità e orribile codardia, da sterminare non i suoi avversari in combattimento, ma i loro i bambini e le loro famiglie…

Continueremo a resistere e a combattere fino alla vittoria. Perché sarà sempre o Patria o Morte. Riusciremo sicuramente a prevalere.”

… Dai post del Coordinamento di Solidarietà con Cuba

CSC – Coordinamento di Solidarietà con Cuba

Il Coordinamento di Solidarietà con Cuba dice no al terrorismo imperialista contro l’isola della revolución.

Più attuali che mai le parole di Fidel su Israele

Il 25 novembre 2016 ci lasciava un gigante della storia: Fidel Castro. Lo vogliamo ricordare con queste parole, più attuali più che mai: “La base di una pace giusta nella regione inizia con il ritiro totale e incondizionato di Israele da tutti i territori arabi occupati e implica per il popolo palestinese la restituzione di tutti i territori occupati e il recupero dei propri diritti nazionali inalienabili, compreso il diritto al ritorno in patria e all’autodeterminazione. […] Espulsi dalla propria patria, dispersi nel mondo, perseguitati e assassinati, gli eroici palestinesi costituiscono un esempio impressionante di altruismo e di patriottismo, e sono il simbolo vivente del più grande crimine del nostro tempo” Discorso pronunciato alla XXXIV Sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, 12 ottobre 1979

Mariela Castro Espín: “Palestina è, e sarà sempre terra araba”

Un intervento magistrale di Mariela Castro Espín, dove si respira Cuba, fatta di intelligenza, forza e cuore. Un intervento con cui si rimettono al posto giusto le definizioni (terrorismo, antisemitismo…).

LA DITTATURA SIONISTA DELLO STATO TERRORISTA DI ISRxxx NON SARÀ PERDONATA

In meno di un mese, il bombardamento dell’esercito israxzxz sulla popolazione inerme di Gaza ha ucciso più di 8.000 persone e ne ha ferite più di 20.000, la maggior parte delle quali bambine adolescenti, donne (…)

Hanno distrutto ospedali, scuole, case e centri religiosi, con la convinzione che l’unico palestinese buono sia il palestinese morto. Quanta crudeltà e cinismo caratterizzano il regime sionista di Isrxcx. Con il pretesto di punire la resistenza palestinese, uccidono le madri e i loro figli.

L’antisemitismo contro la Palestina perpetrato dallo Stato terrorista di Isrxzxz risponde solo agli interessi economici e geopolitici della dominazione imperialista, guidata dagli USA con il vile e inaccettabile sostegno della UE.

In un momento di tale dolore, sono solidale con il popolo palestinese e mi unisco alla richiesta mondiale di porre immediatamente fine al genocidio di Gaza.

Mi unisco a tutte le voci che si levano contro l’usurpazione coloniale dei territori palestinesi, la persecuzione crudele e spietata dei loro cittadini.

È tempo di chiedere il rilascio dei prigionieri palestinesi per garantire la liberazione dei soldati israXZXZZ rapiti.

Sono anche solidale con le persone di fede ebraica, che affrontano il sionismo con dignità e coraggio in tutto il mondo. Mi unisco a coloro che condannano le violazioni del diritto internazionale da parte dello Stato di Israxzxzz e grido: Non in nostro nome, Palestina dal fiume al mare.

In questi terribili giorni di genocidio a Gaza, mi ha commosso sentire il tenero suono della parola habibi (mio amore) tra i singhiozzi dei bambini che baciano i loro cari per l’ultima volta, insieme alle scene strazianti di madri, padri, fratelli, operatori sanitari che piangono disperati per le vite innocenti strappate dalla barbarie sionista.

L’umanità prova un dolore incurabile e un’indignazione che brucia ogni giorno.

La dittatura sionista dello Stato terrorista di Israxcxzz non sarà perdonata né da Dio né dall’umanità. Il popolo non dimenticherà la codardia dei leader che si sono opposti alla cessazione del genocidio a Gaza quando è stata approvata da una risoluzione delle Nazioni Unite.

La Palestina è e sarà sempre una terra araba, insieme ai cristiani e agli ebrei originari. I suoi martiri risorgeranno dalle ceneri per continuare a lottare per la piena sovranità palestinese e per la pace nel mondo.

Chiedo di dedicare ogni giorno un minuto di silenzio per le vittime di Gaza, per i martiri del sionismo e degli eccessi dell’imperialismo.

Chiedo a tutte le donne di unire le loro voci per la pace in Palestina. Il mondo è al fianco della Palestina, l’umanità desidera la pace.

Chi si alza oggi con la Palestina, si alza per tutti i tempi.

La Palestina vincerà.

Contro il blocco degli USA, Cuba VIVE e RESISTE!

187 PAESI DICONO NO AL BLOCCO CONTRO CUBA

Per la 31esima volta durante la sessione dell’Assemblea Generale dell’ONU è stato dibattuta la Risoluzione presentata da Cuba intitolata “Necessità di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario promosso dagli USA contro Cuba”.

Durante i due giorni in cui si è dibattuta la risoluzione, le nazioni intervenute hanno ribadito in maniera compatta la necessità che il blocco venga una volta per tutte abolito.

(…) Hanno affermato con fermezza che il blocco contro Cuba viola la Carta delle Nazioni Unite, provoca sofferenze alla popolazione dell’isola, ed è una misura ingiusta emanata in un momento storico oramai passato, è contrario al diritto internazionale, ed impedisce lo sviluppo economico dell’isola, l’extraterritorialità del blocco impedisce ai paesi terzi di commerciare con Cuba. Infine: è una misura immorale.

Durante il dibattito è stato inoltre sottolineato come Cuba sia stata inserita senza motivi evidenti nella lista redatta dagli USA dei paesi patrocinatori del terrorismo, che assieme alle numerose norme che regolano il blocco impedisce ulteriormente lo sviluppo economico dell’isola.

Il blocco economico, commerciale e finanziario contro Cuba è stato introdotto dagli Stati Uniti nel febbraio 1962 in risposta alla decisione dell’isola di dichiararsi socialista. Il blocco a cui Cuba è sottoposta condiziona in modo determinante lo sviluppo economico e sociale dell’isola e colpisce in modo diretto tutti i campi economici e sociali della vita del popolo cubano:

la sanità, l’istruzione, la cultura, il turismo, le telecomunicazioni, l’economia, la finanza e molto altro. Inoltre l’extraterrittorialità del blocco colpisce pure la nazioni che intendono liberamente commerciare ed avere relazioni economiche con l’isola caraibica perché gli Stati Uniti si arrogano il diritto di sanzionare chiunque non rispetti le leggi del loro blocco. In pratica se un’impresa, una banca di un paese terzo ha relazioni commerciali con Cuba violando quindi le leggi del blocco, gli USA possono applicare sanzioni e multe.

Alla votazione dell’anno scorso, il 3 novembre 2022, hanno partecipato 189 nazioni delle quali 185 hanno votato a favore della cancellazione del blocco, Stati Uniti ed il sodale Israele hanno votato come al solito contro, Ucraina e Brasile si sono astenuti.

Alla votazione di oggi hanno partecipato 190 paesi dei quali 187 hanno espresso voto favorevole alla fine del blocco contro Cuba, gli USA ed il figlioccio Israele, come previsto, hanno votato contro mentre l’Ucraina del pagliaccio Zelensky si è astenuta.

Niente di nuovo dato che da 31 anni in questa votazione la stragrande maggioranza dei paesi del mondo chiedono agli USA di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario contro Cuba. Da 31 anni poi non succede nulla perché la Risoluzione non è vincolante e quindi gli USA possono far finta che nulla sia accaduto, quindi da domani, come del resto accade dal 1992, tutto resterà come prima ovvero il blocco e le sue misure coercitive resteranno in vigore.

In ogni caso la votazione favorevole di 187 paesi è l’ennesimo risultato positivo per Cuba e soprattutto certifica che gli USA possono contare solo sul loro figlioccio Israele per sostenere il vigente blocco: tutto il mondo ha detto no alle politiche sanzionatorie statunitensi.

Andrea Puccio – www.occhisulmondo.info

Fame di storie… e la storia di un giornalista: Gianni Minà

Gianni Minà è tornato fra noi, a Perugia, il 7 luglio, con la voce di Loredana Macchietti, moglie e collaboratrice professionale di tutti i suoi lavori. AsiCuba Umbria desiderava fortemente ricordare e riconoscere l’apporto di un uomo intelligente, onesto con se stesso e con gli altri, che con umiltà non disdegnava di aiutare chi, come noi, nella piccola trincea di periferia, combatte per far emergere un’informazione corretta e non pregiudiziale (e in malafede) su Cuba, sull’America Latina e sul mondo.
Nel pomeriggio, nella saletta affollata della libreria Feltrinelli, Loredana Macchietti ha presentato la Fondazione Gianni Minà (prima presentazione in Italia, dopo quella ufficiale a Napoli), nata grazie ad una campagna di raccolta fondi nazionale: la Fondazione sta lavorando alla digitalizzazione dell’enorme archivio documentario di Minà, che poi sarà messo a disposizione digitale di tutti.
Il libro di Gianni e Loredana “FAME DI STORIE”, uscito postumo, è stato poi uno strumento per illustrare come e perché Gianni Minà era giornalista: la serietà professionale e la sensibilità per le sorti degli umani lo impegnavano ad un lavoro preliminare di verifica fonti e documenti (“non scriveva su nulla di cui non si fosse ben informato”), e ad orientare l’orecchio verso coloro che non hanno diritto di parola, gli “scarti umani”, i desaparecidos da tutti i media. Così Gianni Minà è arrivato, per il tramite di Frei Betto, ai bambini di strada di Bahia, ai guatemaltechi di Rigoberta Menchú, agli zapatisti della Selva Lacandona in Chiapas… ed anche ai personaggi “controversi”, magari falsati o maltrattati dai media, come Fidel, Maradona, ecc.
Certo, Minà ha pagato la sua serietà e sensibilità umana con 25 anni di isolamento mediatico.
La giornata si è conclusa con la proiezione al cine PostModernissimo dei primi due episodi di una serie che sta curando Loredana Macchietti, tratta dalle teche RAI: le interviste a Maradona e Muhammed Alí.
Dal colloquio con Loredana è emerso come Gianni non abbia avuto bisogno né di tessere di partito né di dichiarazioni di appartenenza ideologica per parlare di giustizia, per smentire falsità e trappole distorsive della realtà: l’umanità parla. Basta solo aver la volontà di ascoltare. E lei intende continuare su questa strada. E noi con lei.
AsiCuba Umbria
Perugia, 8 luglio 2023

7 Luglio ’23 – Due eventi a Perugia per celebrare Gianni Minà

2 Appuntamenti per celebrare 1 grande uomo🔴
👉VENERDI 7 LUGLIO IN CENTRO A PERUGIA
📌Ore 17: Libreria Feltrinelli – Presentazione del libro Fame di Storie e della Fondazione Gianni Minà
📌Ore 21.30: Cinema Postmodernissimo – Presentazione della serie Cercatore di Storie, le interviste di Minà a Maradona e Muhammad Alì

Non mancate❗

Appello di mediCuba-Europa: mancano farmaci essenziali, facciamo la nostra parte

Cuba lotta ostinatamente per garantire il funzionamento del suo sistema sanitario: mancano farmaci essenziali, anche per la chemioterapia e per malattie croniche. Molte sale operatorie non sono operative per mancanza di attrezzature e pezzi di ricambio

E noi facciamo nostra la resistenza ostinata di Cuba, restiamo al suo fianco mentre affronta gravi problemi sanitari.

Di seguito l’appello originale di mediCuba-Europa cui AsiCubaUmbria aderisce (preceduto da traduzione in italiano).

VERSAMENTI con causale MEDICINE PER CUBA:

IBAN IT72H 03599 01899 050188528514

intestato Ass.ne Solidarietà internazionalista con Cuba

CAMPAGNA MEDICINE D’EMERGENZA PER CUBA

Negli ultimi tempi Cuba soffre per una drammatica crisi, che ha provocato una grave scarsità di farmaci e attrezzature mediche.

Per il BLOCCO criminale degli USA, che si continua a stringere sempre di più, per le conseguenze della pandemia Covid e per la situazione internazionale, Cuba deve lottare ostinatamente per garantire il FUNZIONAMENTO del suo SISTEMA SANITARIO.

Disgraziatamente, ogni giorno la situazione diventa più insostenibile per la popolazione: mancano farmaci essenziali, anche per la chemioterapia e per malattie croniche. Molte sale operatorie non sono operative per mancanza di attrezzature e pezzi di ricambio.

Data questa situazione e affidandoci sulla solidarietà forte e costante di persone, associazioni e istituzioni, mediCuba-Europa lancia una nuova campagna di emergenza per raccogliere fondi destinati all’acquisto di farmaci e attrezzature mediche per ospedali e centri di salute in tutta l’isola.

Campaña mediCuba-Europa medicamentos de emergencia para Cuba

En los últimos tiempos, Cuba ha sufrido una dramática crisis, la cual ha provocado una grave escasez de medicamentos y equipos médicos.

Debido al criminal bloqueo de EEUU, que se sigue recrudeciendo, a las consecuencias de la Covid y a la situación internacional, Cuba debe luchar obstinadamente para garantizar el funcionamiento de su sistema sanitario. Desgraciadamente, cada día la situación se torna más insostenible para la población : hay escasez de medicamentos esenciales, así como de quimioterapia y medicamentos para enfermedades crónicas; muchos quirófanos no pueden funcionar por falta de equipos y piezas de repuesto.

En vista de esta situación y confiando en la solidaridad inquebrantable de individuos, asociaciones e instituciones, mediCuba-Europa lanza una nueva campaña de emergencia para recaudar fondos destinados a la compra de medicamentos y equipos médicos para hospitales y centros de salud de toda la isla.

¡Únete a esta acción de solidaridad con Cuba!

Apúrate, ¡nuestra ayuda es necesaria!

Il sessantesimo anniversario della creazione delle Brigate di solidarietà mediche cubane – Incontro presso l’Ambasciata di Cuba in Italia

✅ Siamo felici di aver accolto l’invito della Ambasciata di #Cuba e di aver partecipato alla celebrazione del sessantesimo anniversario della creazione delle brigate di solidarietà mediche cubane.

👉 Una iniziativa nata dalla mente e dal cuore del Comandante #Fidel che a più riprese ha ribadito che Cuba, negli angoli più oscuri del mondo inviava #medici e non #bombe.

ℹ️ Anche l’Italia è stata un angolo oscuro: durante la pandemia, quando la brigata #HenryReeve accorse in nostro aiuto a #Crema e a #Torino e attualmente in #Calabria, dove i medici cubani stanno garantendo i servizi essenziali alla popolazione, in una sanità devastata dalle privatizzazioni e dai tagli della spesa pubblica.

Grazie all’ambasciatrice Mirta Granda Averhoff per l’invito, il nostro impegno continua senza sosta.✊

🇨🇺 “Nuestro país sera capaz de enviar los médicos que se necesiten a los más oscuros rincones del mundo. Médicos y no bombas” Fidel

#AsiCuba#CubaSalvaVidas#CubaViveEnSuHistoria