Medici da Cuba
Tratto da PerUnaltracittà
Contrariamente a quanto fatto dagli ‘alleati’ come gli USA o gli altri partner europei, Cuba è stata tra i primi Paesi a rispondere alla richiesta di aiuto delle Istituzioni per venire in soccorso all’Italia travolta dalla pandemia da coronavirus.
Prima a Crema, poi a Torino, due unità operative, le Brigadas Henry Reeve (dal nome del giovane statunitense morto al fianco dei cubani nella guerra d’indipendenza dalla Spagna) sono operative dal mese di marzo negli ospedali da campo allestiti in tutta fretta da quando i posti letto delle terapie intensive non erano più in grado di fare fronte all’ondata di contagiati che affluivano nei nosocomi del nord Italia.
Che il sistema sanitario cubano abbia raggiunto livelli di eccellenza su scala mondiale è cosa risaputa già da tempo.
Basterebbe citare il report dell’OMS che nel 2015 ne metteva in rilievo gli indicatori di salute paragonandoli a quelli dei Paesi altamente sviluppati.
Ne parliamo con Serena Bartolucci dell’ Associazione umbra di solidarietà internazionalista con Cuba.
“Per rendere l’idea dello spirito che anima i medici cubani, per capire quello che sta sotto gli occhi di tutti, anche dei più ostili o indifferenti, vorrei riprendere le parole di Rafael Correa, l‘ex Presidente ecuadoriano: Un giorno racconteremo ai nostri figli che dopo decenni di propaganda, nel momento della verità, quando l’umanità ha avuto bisogno di aiuto e le grandi potenze si nascondevano, cominciarono ad arrivare i medici cubani, senza chiedere niente in cambio…
Ma Cuba ha una lunghissima storia di pratica concreta, e non parolaia, di solidarietà internazionalista coi popoli del mondo, non condizionata dalla vicinanza o distanza politica coi Governi: negli ultimi 60 anni sono stati 400.000 i sanitari che si sono resi disponibili per missioni in 164 Paesi, e alcuni sono partiti più di una volta. Fra questi, il più esemplare, il dr.Félix Báez Sarría, membro della Brigada Henry Reeve con cui Cuba, primo Paese al mondo, rispose all’appello della OMS contro l’Ebola.
Il dr.Báez risultò contagiato e dopo aver vinto la malattia volle tornare in Sierra Leone per ultimare la missione e , come disse lui stesso, stare nei posti più difficili, dove c’è più bisogno , fa parte del nostro curriculum di medici .”
Quando vennero istituite queste brigate sanitarie?
Nel 2005, da un’idea di Fidel che intendeva rispondere rapidamente a catastrofi ed epidemie, con professionisti a questo preparati .
Li avrebbero conosciuti in Pakistan dopo il terremoto (dove molti neonati oggi portano il nome di Fidel), ad Haiti durante il colera (dove il popolo usa dire “dopo dio, i medici cubani”), in Indonesia, Messico, Ecuador, Perù, Cile, Venezuela…
La OMS nel 2017 ha assegnato un premio alle Brigadas Henry Reeve per la loro opera “solidale e altruista”.
In quanti altri Paesi hanno operato le Brigate?
Sono 1450 gli uomini e le donne Henry Reeve partiti per 22 Paesi in Europa, America Latina, Africa, Medio Oriente.
Però la cooperazione medica cubana non si limita a questi interventi d‘urgenza.
Spesso i sanitari cubani vanno a coprire falle crudeli della sanità locale: vanno nelle foreste o nelle baraccopoli la’ dove i laureati locali non vogliono andare.
Perché la preparazione dei sanitari cubani non si limita alla scienza ma include la coscienza: umanità e solidarietà sono valori fondamentali della loro preparazione.
Ugualmente a questi valori si impegnano ad attenersi, tornando in patria, gli studenti di medicina, poveri di Paesi poveri e ricchi, che Cuba ospita e prepara gratuitamente.
E ancora: il quadro della solidarietà sanitaria cubana non può chiudersi senza citare il disastro di Chernobyl.
Dal 1990 e per 20 anni Cuba è stato – e rimane – il Paese che più ha fatto per i bambini ucraini: in 26.000 vennero ospitati in ville lungomare, trasformate in scuole e cliniche, curati, nel corpo e nella psiche. Fu un grande sforzo economico, un’impresa ignorata e silenziata, ed anche eroica, negli stessi anni in cui, dopo il crollo dell’URSS, Cuba restava esposta allo strangolamento attuato dal BLOCCO degli USA.
Come può un Paese senza risorse dal territorio, proveniente dalla miseria come tutti gli altri suoi vicini nei Caraibi, disporre di tanta ricchezza?
Una prima risposta la leggiamo nei bilanci: ad esempio, per il 2020, un quarto della spesa va al sistema educativo, un quarto al sistema sanitario .
Categorico fu Fidel quando nel 1960, a qualche mese dalla vittoria della Rivoluzione, con un quarto della popolazione analfabeta, affermò “il futuro della nostra patria dev’essere necessariamente un futuro di uomini di scienza e di pensiero”.
E 20 anni dopo, quando la biotecnologia nel mondo è all’inizio, nasce il Centro di Ingegneria Genetica e Biotecnologia, la più complessa installazione scientifica mai realizzata a Cuba.
Ecco la nascita del prodotto –unico al mondo- in grado di curare il piede diabetico, del vaccino contro l’epatite B, del vaccino contro il meningococco B, del vaccino contro il cancro al polmone…
In questo quadro di successi, è comprensibile che da questa parte del mondo non si capisca come agisce il BLOCCO degli USA?
Infatti Cuba riesce a vivere ed avanzare aggirando scogli pericolosi che è per noi almeno doveroso conoscere. Premesso che le misure che stabiliscono il blocco intorno a Cuba risalgono all’epoca di Kennedy, instaurate con il dichiarato fine di portare la fame e scatenare la rivolta popolare, riportiamo qui solo due casi esemplari avvenuti nei giorni della pandemia da Covid 19.
Cuba ha comprato respiratori da due ditte svizzere che poi le hanno negato la fornitura perché nel frattempo sono state acquistate da un’impresa statunitense che ha l’ordine di rompere con Cuba.
Le banche svizzere si rifiutano di lavorare bonifici, anche dentro il territorio nazionale svizzero, laddove nella transazione compare il nome “CUBA”: la denuncia proviene da associazioni che hanno lanciato una raccolta fondi a supporto di Cuba e non riescono a disporre di quanto raccolto .
L’insieme delle misure che costituiscono il BLOCCO intorno a Cuba viene condannato da 20 anni dall’Assemblea dell’ONU, ma il risultato è questo.
Eppure il BLOCCO intorno a Cuba, pur così feroce, non è la sola tecnica di aggressione usata dagli USA.
La diffamazione, la narrazione di una realtà inventata o stravolta diviene uno strumento aggressivo molto efficace quando si può disporre di un sistema potente di disinformazione di massa , che passa gli oceani e trova in Europa ripetitori solerti e proni.
È per questo lavoro che da un anno il Governo USA finanzia la USAID (amenamente definita da wikipedia come “ agenzia governativa per la lotta alla povertà globale e al fine di consentire alle società democratiche di migliorare le proprie potenzialità”) per screditare e sabotare la cooperazione internazionale di Cuba nella sfera della salute sotto il motto “è ora di smetterla col mito della sanità cubana”.
In Italia di ripetitori solerti e proni ne hanno trovati a pacchi. Particolarmente nobili risultano in questi giorni -quando abbiamo anche in Italia due Brigadas Henry Reeve- le giornaliste Lucia Capuzzi (Avvenire) e Marina Lalovic (Rai) che si sono esibite in un programma di Radio3.
Cuba – hanno detto – usa i suoi sanitari in missione nel mondo perché “ fanno propaganda alla Rivoluzione”, per il Governo cubano essi costituiscono la prima fonte di introiti, di cui solo briciole vanno ai sanitari stessi, “diverse denunce e inchieste” sul loro “lavoro schiavo”, senza contatto con le popolazioni locali…
D’altro lato gli stessi giornalisti-liberi-e-proni hanno nascosto l’ignobile rampogna che il Governo USA ha regalato all’Italia: si rende complice di un Paese dittatoriale accettando medici-schiavi… Forse questa gli italiani non l’avrebbero ingoiata facilmente.
Ora che gli italiani vedono da vicino i medici cubani?
Esattamente. Quando si conosce coi propri occhi, le favole altrui restano favole. In Italia sono arrivate due Brigadas Henry Reeve, su richiesta presentata all’Ambasciata della Repubblica di Cuba dalla Regione Lombardia e dalla Regione Piemonte, le due aree più colpite. Dev’esser stata la situazione catastrofica che vivevano entrambe le Regioni a muoverle, nonostante le distanze politiche, ad accogliere il suggerimento della “società civile” (Associazione Amicizia Italia-Cuba, Coordinamento emigrati cubani, AICEC Agenzia Interscambio Culturale)
Cosa sappiamo dei sanitari delle due Brigadas e della loro attività in Italia?
Hanno avuto grande diffusione in rete i video della loro partenza dall’aeroporto de L’Avana, tutti in “divisa” (esercito di camici bianchi, come vengono chiamati a Cuba), applauditi e filmati, così come al loro arrivo in Italia. Qui accolti dalle autorità delle due Regioni e dall’Ambasciatore della Repubblica di Cuba, José Carlos Rodríguez, che ha evidenziato come questo sia il modello da sviluppare nel mondo futuro, quello della collaborazione, lavorare insieme per il bene comune e condividere risorse e risultati, al di là delle differenze politiche.
Il referente della Brigada arrivata a Torino, dr.Julio Guerra, con l’umiltà che conosciamo bene nei cubani, ha risposto ai saluti ringraziando “fin d’ora per averci accettato qui… siate certi di poter contare su di noi per tutto quel che attiene alla salute di questa popolazione”.
Fra di loro molti hanno una gran storia addosso, limitiamoci a questi esempi: i due epidemiologhi, Adrián Benítez e René Aveleira (provengono da due centri rurali e il giornalista cubano Enrique Ubieta li definisce affettuosamente due campagnoli scienziati), sono responsabili della biosicurezza dei sanitari cubani; hanno affrontato l’Ebola in Sierra Leone e Liberia e servito in altri Paesi e continenti, contro colera, dengue e disastri naturali. René e Adrián si alternano in servizio, con turni di 24 ore.
René Aveleira acutamente osserva che “i sistemi sanitari dei paesi capitalisti sviluppati sono organizzati per curare i pazienti e non per andare a cercare la malattia in mezzo alla comunità… e questo ha conseguenze sullo sviluppo dell’epidemia”.
La prima Brigada, arrivata a fine marzo a Crema, ha trovato una situazione di massima saturazione degli ospedali ma ora, con l’andamento discendente dell’epidemia, i sanitari vengono occupati anche in altri reparti e servizi, incluso due residenze per anziani.
I sanitari confermano che la collaborazione coi colleghi italiani è molto buona, in un quadro di grande rispetto reciproco e di umanità. E a proposito di umanità: i cubani hanno portato a Torino una tradizione appresa in Africa, ai tempi dell’Ebola, un nastro bianco appeso all’albero della vita, davanti all’ospedale, per ogni paziente guarito.
Di prove di riconoscenza e umanità ne stanno collezionando in quantità e le ritroviamo riferite a Cuba sui loro giornali (quelli italiani, solo silenzio): la bandiera cubana che appare al balcone del palazzo davanti alle loro finestre, l’inno cubano improvvisamente mandato da un altoparlante, il poliziotto che ferma l’auto, scende, sfiora un medico con un ‘hasta la victoria siempre’ e se ne va.
*Maurizio Fratta
CUBA e Covid-19 – BLOCCO donazioni svizzere
Comunicato stampa di condanna sul rafforzamento del BLOCCO USA
GINEVRA, Zurigo, aprile 2020 – Le organizzazioni sottoscritte condannano energicamente le recenti misure adottate dal Governo USA contro Cuba, che sono criminali in quest’epoca di pandemia e i cui effetti immediati si estendono alla Svizzera.
Attualmente Cuba, come quasi tutti i paesi del mondo, deve mobilitare importanti sforzi per combattere la pandemia della SARS-CoV-2.
Oggi più che mai l’Isola necessita medicinali, alimenti, combustibili, strumenti medici e accesso a divise estere. Il blocco che dura da sessant’anni è stato intensificato, e ora ha un effetto extra territoriale più forte, ostacolando e rendendo più costose le relazioni economiche e commerciali di Cuba con quasi tutti i Paesi del mondo, inclusa la Svizzera.
Questo è quanto mostrato negli ultimi giorni:
*** le imprese svizzere IMT Medical AG e Acutronic Medical Systems AG, hanno respinto la richiesta d’acquisto di ventilatori da parte dell’impresa cubana import-export Medicuba S.A., in quanto, acquistate dalla statunitense Vyaire Medical Inc., hanno ricevuto l’ordine di sospendere ogni relazione commerciale con Cuba;
*** un invio di aiuti d’emergenza per combattere la Covid-19, donati da una fondazione cinese, è stato fermato: il trasportatore ha rifiutato la consegna a Cuba perché la sua principale azionista è un’impresa statunitense.
La portata dell’estensione extra territoriale delle sanzioni USA contro le persone giuridiche, comprese le ONG, le banche e le imprese in Europa, in violazione del Diritto Internazionale, era stata dimostrata già con l’interruzione quasi totale del traffico dei pagamenti internazionali a Cuba da parte delle banche svizzere.
E questo anche se il Governo svizzero condanna ufficialmente il blocco e mantiene relazioni storiche d’amicizia e cooperazione con Cuba.
Oggi raggiungiamo un livello maggiore d’arbitrarietà, dato che le banche svizzere hanno bloccato i trasferimenti tra le banche nazionali semplicemente perché si citava Cuba nella transazione.
In effetti vari simpatizzanti di MediCuba-Svizzera e dell’Associazione Svizzera-Cuba, hanno denunciato che le loro banche hanno bloccato i trasferimenti delle donazioni raccolte per aiutare l’Isola a comprare reagenti di prova e strumenti di protezione.
MediCuba-Svizzera richiamerà queste banche e se necessario si rivolgerà all’Autorità Svizzera di Supervisione del Mercato Finanziario.
Mentre Cuba si mostra solidale in questa crisi mondiale, condividendo conoscenze e personale medico, Washington continua la sua disumana politica di blocco contro Cuba, così come contro altri Paesi «sgraditi», ignorando il richiamo del Segretario Generale ONU, Antonio Guterres, per l’eliminazione di tutte le sanzioni economiche contro Cuba, Venezuela, Russia, Iran, la Repubblica Popolare Democratica della Corea e altri.
La risposta degli USA è stata la sospensione dei finanziamenti alla OMS -Organizzazione Mondiale della Salute.
Esigiamo che la Svizzera, in accordo con la sua tradizione umanitaria e diplomatica, stabilisca misure per far sì che Cuba possa acquistare dai fornitori svizzeri tutti gli strumenti necessari per combattere la Covid-19 e che le banche svizzere non congelino le generose donazioni dei cittadini svizzeri alle nostre associazioni.
ESIGIAMO CHE LA SVIZZERA NON SIA COMPLICE DI QUESTA POLITICA NORDAMERICANA ILLEGALE E CRIMINALE.
Noi, organizzazioni della società civile svizzera, continuiamo ad appoggiare Cuba attraverso il progetto di aiuti d’emergenza #CubavsCovid19
Medi Cuba
Medicuba Europa
Medico Internacional Sweiz
Solifonds
MediCuba Suisse
AMCA Associazione Aiuto Medico Centro America
Centrale Sanitaire Suisse Romand
Medi Cuba | informacion@granmai.cu, 27 aprile 2020 (estratto da GM – Granma Internacional)
EMERGENZA–sostegno a Cuba contro Covid-19
Cuba, Paese sotto un assedio violento, un blocco impostole senza pietà, anzi ancor più stretto in questo periodo di crisi sanitaria mondiale, combatte per il diritto alla salute del suo popolo. Ma non dimentica il principio del “condividere non quel che avanza ma quel che si ha”: sono ormai 14 le missioni cubane di medici e infermieri, che, senza compenso alcuno, sono partite per quei luoghi del mondo che hanno bisogno di aiuto. Anche in Europa, anche in Italia, lo sappiamo.
Noi crediamo di avere il dovere morale di farci corresponsabili del diritto alla salute di Cuba, e di mostrare che siamo anche capaci di SOLIDARIETA’ concreta.
AsiCubaUmbria aderisce all’appello di mediCuba-Europa e invita a sottoscrivere presso il proprio conto a Banca Etica
IT72H 03599 01899 050188528514
CAUSALE: CUBA COVID-19
Abbiamo l’obiettivo, data l’urgenza, di trasferire a mediCuba-Europa quanto raccolto alla data del 16 aprile: chi può sottoscrivere, anche pochi euro, è chiamato a farlo entro questa data.
Segue in inglese e spagnolo il testo dell’appello di mediCuba-Europa per una raccolta fondi per reagenti e dispositivi, come da nota dell’Istituto di Medicina Tropicale Pedro Kouri de L’Avana, centro della gestione dell’epidemia a Cuba (segue dettaglio richiesta).
mediCuba-Europa, fondata 20 anni fa e formata da una rete di associazioni e ONG di 13 Paesi europei, in stretto contatto col Ministero della Sanità di Cuba finanzia progetti sanitari con l’obiettivo di contribuire a che la salute continui ad essere accessibile e gratuita per tutti i Cubani.
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mediCuba-Europa Appeal – Cuba Covid-19
Manuela Cattaneo,26 marzo 2020,Blog
Dear Friends, Dear Comrades,
As of March 25, Cuba has reported 57 confirmed cases (one of them deceased) of COVID-19 in travelers from different countries with SARS-2 coronavirus transmission. Since the World Health Organization’s report on the emergency in China, the country has established a three-stage country plan according to the national and global epidemiological situation with the objectives of preventing, identifying, controlling and eliminating transmission if it occurs. This plan is in operation, and all sectors in the country are participating in its implementation and monitoring.
mediCuba-Europe launches a fundraising action for an emergency project: purchase of Covid-19 test reagents, health care personnel protection devices, equipment.
The material that is being solicited will be used in the three IPK laboratories (La Habana, Villa Clara and Santiago de Cuba) to which mediCuba-Europe expertise cooperation and funding is contributing through its European IPK support project. (www.medicuba-europa.org)
These laboratories have carried out the COVID-19 diagnostics in the country and will be used to guarantee the molecular diagnostic reactives of the cases (confirmation of infection).
Please find here the request of the IPK with more details (English version translated – without further controls – by Deepl.com)
The amount needed for this project is Euro 156,000.
mediCuba-Europe organizes (in collaboration with mediCuba-Suisse) the fundraising, already anticipating part of the necessary funds.
Thank you.
Manuela Cattaneo
Secretary
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Llamamiento mediCuba-Europa – Cuba Covid-19
Manuela Cattaneo,26 marzo 2020,Blog
Estimadas Amigas y Amigos, Estimadas Compañeras y Compañeros
Hasta el 25 de marzo, Cuba ha informado de 57 casos confirmados (uno de ellos fallecido) de COVID-19 en viajeros de diferentes países con transmisión del Coronavirus SARS-2. Desde el reporte de la Organización Mundial de la Salud sobre la emergencia en China, el país ha establecido un plan nacional en tres etapas de acuerdo con la situación epidemiológica nacional y global con los objetivos de prevenir, identificar, controlar y eliminar la transmisión en caso de producirse. Este plan está en funcionamiento y todos los sectores del país participan en su aplicación y vigilancia.
mediCuba-Europa pone en marcha una acción de recaudación de fondos para un proyecto de emergencia: compra de reactivos para test Covid-19, dispositivos de protección del personal sanitario, equipos.
El material que se solicita se utilizará en los tres laboratorios del IPK (La Habana, Villa Clara y Santiago de Cuba) a los que mediCuba-Europa contribuye con su cooperación y financiación a través de su proyecto europeo de apoyo al IPK.
Estos laboratorios han realizado los diagnósticos de COVID-19 en el país y se utilizarán para garantizar los reactivos de diagnóstico molecular de los casos (confirmación de la infección).
Aquì para descargar la solicitud del IPK con más detalles.
La cantidad necesaria para este proyecto es de 156.000 euros.
mediCuba-Europa organiza (en colaboración con mediCuba-Suisse) la recaudación de fondos, anticipando ya parte de los fondos necesarios.
Muchas gracias.
Manuela Cattaneo
Secretary
ARRIVO BRIGATA MEDICA- Ringraziamento
Hasta la victoria siempre!
AsiCubaUmbria -Associazione di Solidarietà Internazionalista con Cuba
Hasta la victoria siempre
AsiCubaUmbria-Asociacion de Solidaridad Internacionalista con Cuba
Coronavirus, nota dell’ambasciata di Cuba
Condividiamo insieme al Popolo italiano l’emergenza sanitaria causata dall’espansione del virus SARS CoV-2, causante il Coronavirus. Con accurata attenzione seguiamo le informazioni ufficiali sulla sua evoluzione in Italia e anche a livello internazionale. Sia l’Ambasciata cubana a Roma, sia il Consolato Generale di Cuba a Milano, hanno adottato le misure necessarie per prevenire e contribuire al contenimento della trasmissione del virus, in consonanza con gli enormi sforzi e le indicazioni delle autorità politiche (nazionali e locali), sanitarie e della Protezione Civile dell’Italia.
A Cuba si sono prese le misure pertinenti per contenere i danni umani e su altri piani conseguenti alla propagazione del virus COVID19.
Al contempo, abbiamo manifestato la nostra disponibilità alla collaborazione internazionale, che è sempre stata la nostra posizione, dimostrata in molteplici occasioni precedenti, come l’invio in Africa, anni fa, di personale medico cubano per contrastare l’epidemia del virus ebola in Africa.
L’Assessore alla Salute e al Welfare della Regione Lombardia, Sig. Giulio Gallera, ha informato pubblicamente, sabato 14 marzo 2020, di aver richiesto sostegno medico a Cuba. È mio dovere confermare che abbiamo ricevuto una lettera del Sig. Gallera, formalizzando la richiesta di contare su personale cubano specializzato nel contrasto di malattie trasmissibili. Tale lettera è stata debitamente trasmessa dall’Ambasciata di Cuba in Italia alle autorità cubane competenti, con le quali restiamo in contatto per tali scopi. Siamo anche in contatto diretto con il sig. Gallera e l’Ambasciata di Cuba a Roma manterrà informata l’opinione pubblica sul corso e sui risultati di questa richiesta.
Siamo profondamente addolorati dell’alta morbilità e mortalità che COVID19 sta causando in Italia. Esprimo il nostro rammarico per la perdita di vite umane, per la dura e brusca alterazione della società italiana in queste circostanze e per i danni economici collaterali. In questi momenti, con un sentito impegno umano, ribadiamo la nostra solidarietà nei confronti dell’Italia. Siamo certi che il popolo italiano vincerà e si riprenderà da questo difficile momento. Sono tempi in cui la comprensione e la sensibilità devono prevalere su qualsiasi altra ragione. La sfida è di tutta l’umanità senza distinzioni. Solo la responsabilità sociale, il contributo congiunto di tutti e la collaborazione internazionale aiuteranno a risolvere, nel più breve tempo possibile, la situazione sanitaria, sociale ed economica causata dalla pandemia del Coronavirus.
Salud Para Todos
Roma, domenica, 15 marzo 2020
José Carlos Rodríguez Ruiz
Ambasciatore della Repubblica di Cuba in Italia
Interferone cubano contro il Coronavirus
Il dr Eulogio Pimentel Vázquez, direttore generale del Centro di Ingegneria Genetica e Biotecnologia, ha dichiarato a Granma che il prodotto ha mostrato efficacia e sicurezza nella terapia di infermità virali.
12 febbraio 2020, Orfilio Peláez per Granma
Elaborato nel 1986 da un gruppo di ricercatori del Centro de Ingeniería Genética y Biotecnología (CIGB), l’Interferone alfa 2B umano recombinante ha beneficiato migliaia di pazienti cubani da quando, ormai tre decenni fa, è stato introdotto nel sistema nazionale sanitario, nella terapia di Hepatitis B e C, Herpes zóster, VIH-Sida e Dengue, nonché alcuni tipi di carcinoma.
La scelta delle autorità mediche cinesi di utilizzarlo contro il coronavirus, afferma il dr Pimentel, si deve a che questo virus diminuisce la produzione naturale di interferone nell’organismo umano e il farmaco cubano è capace di supplire alla deficienza, rafforzando il sistema immunologico.
Nel 2003 venne creata la impresa mista cubana-cinese ChangHeber, con sede nella città di Changchun: lì si inaugurò un moderno stabilimento, che attualmente fabbrica prodotti biotecnologici creati a Cuba, compreso l’Interferone alfa 2b recombinante.
CUBA all’ONU – Le minacce e i ricatti non ci strapperanno nessuna concessione
Intervento di Bruno Rodríguez Parrilla, Ministro Relazioni Estere di Cuba, nell’Assemblea Generale ONU –NewYork, 28 settembre 2019
Signor Presidente,
(…) Denuncio all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che il Governo degli Stati Uniti ha messo in atto negli ultimi mesi misure criminali, non convenzionali, per impedire la consegna al nostro Paese di combustibile, proveniente da diversi mercati, con minacce e ricatti alle compagnie di trasporto, ai Paesi in cui sono registrate, alle imprese d’assicurazione.
In conseguenza, abbiamo affrontato severe difficoltà per garantire il rifornimento di combustibile quotidianamente necessario al nostro Paese, cosa che ci ha obbligato ad adottare misure temporanee d’emergenza, possibili solo in una nazione organizzata, con un popolo unito e solidale, disposto a difendersi dall’aggressione straniera e a preservare la giustizia sociale conquistata.
Nell’ultimo anno il Governo statunitense ha incrementato qualitativamente le sue misure d’ostilità e di blocco contro Cuba.
Ha imposto ostacoli addizionali al commercio estero e aumentato le misure vessatorie per impedire le nostre relazioni bancarie e finanziarie con il resto del mondo. Ha limitato all’estremo i viaggi e qualsiasi interazione tra il nostro popolo e quello statunitense, nonché le relazioni dei cubani che vivono negli Stati Uniti con la propria patria.
La strategia dell’imperialismo contro Cuba è guidata dall’infame memorandum firmato nel 1960 dal vice Segretario di Stato Léster Mallory:
“Non esiste un’opposizione politica reale (…) L’unico modo possibile per far perdere l’appoggio al Governo cubano è provocare sfiducia e delusione attraverso le ristrettezze economiche e il malessere (…) Dobbiamo mettere in campo rapidamente tutti i sistemi possibili per debilitare la vita economica (…) negando a Cuba liquidità e rifornimenti per ridurre i salari nominali e reali, con l’obiettivo di provocare fame, disperazione e la caduta del Governo”.
L’illecita Legge Helms-Burton del 1996 guida la condotta aggressiva degli Stati Uniti contro Cuba. E’ la sfacciata pretesa di mettere in discussione il diritto alla libera determinazione e all’indipendenza della nazione cubana.
Prevede anche l’imposizione dell’autorità legale statunitense e la giurisdizione dei suoi tribunali sulle relazioni commerciali e finanziarie con Cuba di qualsiasi Paese, calpestando il Diritto Internazionale, la giurisdizione nazionale e di terzi Stati, stabilendo un presunto primato della legge e della volontà politica degli Stati Uniti al disopra di tutto.
Il blocco economico, commerciale e finanziario continua ad essere il principale ostacolo allo sviluppo del nostro Paese e al processo di attualizzazione del Modello Socialista di Sviluppo Economico e Sociale che abbiamo tracciato. (…)
Ogni anno gli Stati Uniti stanziano decine di milioni di dollari del bilancio federale alla sovversione politica, con l’intento di confondere e fiaccare l’unità del nostro popolo: una campagna organizzata e orientata a screditare la Rivoluzione, i suoi dirigenti, la sua gloriosa eredità storica, a denigrare le politiche economiche e sociali a favore dello sviluppo e la giustizia, a distruggere le idee del socialismo.
Lo scorso giovedì 26 il Dipartimento di Stato, basandosi su grossolane calunnie, ha annunciato che il Primo Segretario del Partito Comunista di Cuba, Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, non potrà ricevere il visto d’entrata negli USA. Si tratta di un’azione senza effetto pratico, che serve solo ad oltraggiare la dignità di Cuba e i sentimenti del nostro popolo.(…). Le aperte e offensive falsità (…) riflettono la bassezza e la putrefazione cui è giunto il Governo statunitense, affogato nella corruzione, nella menzogna e nell’immoralità.
Tutte queste sono azioni che feriscono il Diritto Internazionale e violano la Carta delle Nazioni Unite.
Il più recente pretesto, ribadito qui lo scorso martedì 24 dal Presidente Donald Trump, sarebbe la colpa di Cuba per il fallimento del piano di abbattimento del Governo della Repubblica Bolivariana del Venezuela.
Per non riconoscere la prodezza del popolo venezuelano, i portavoce yankees utilizzano a ripetizione la infame calunnia secondo cui il nostro Paese avrebbe “da 20.000 a 25.000 militari in Venezuela”, e “l’imperialismo cubano controlla” quel Paese.
Pochi minuti prima il Presidente del Brasile, utilizzando il libretto delle falsità scritto da Washington, aveva alzato la cifra a “60.000 militari” cubani in Venezuela.
Nella sua ossessione anticubana, l’attuale Governo degli Stati Uniti, con l’eco brasiliana, attacca la cooperazione medica internazionale di Cuba con decine di Paesi in via di sviluppo, rivolta alle comunità più emarginate, basata sulla solidarietà e disponibilità volontaria di centinaia di migliaia di professionisti cubani, cooperazione avviata sulla base di accordi firmati con i Governi di questi Paesi e che gode da molti anni del riconoscimento dell’ONU e della OMS (…).
Di conseguenza, molte comunità brasiliane sono state private del servizio di salute gratuito e di qualità che prestavano migliaia di professionisti cubani nel programma “Más Médicos”.
Non sono mancate in questo periodo le minacce ed anche i ricatti più sfacciati (…) perché il nostro Paese tradisca i suoi princìpi e i suoi impegni internazionali in cambio di petrolio a condizioni preferenziali e dubbie amicizie.
Commemorando il 60º anniversario del trionfo rivoluzionario, con il quale noi cubani abbiamo conquistato la vera e definitiva indipendenza, il Primo Segretario, Raúl Castro, ha detto: «…noi cubani siamo preparati per resistere in uno scenario di confronto, che non desideriamo, mentre speriamo che le menti più equilibrate del Governo nordamericano lo possano evitare».
Abbiamo ribadito che anche nelle circostanze attuali non rinunciamo alla volontà di sviluppare relazioni civili con gli Stati Uniti, basate sul rispetto reciproco e riconoscimento delle nostre profonde differenze. Sappiamo che questo è il desiderio del nostro popolo e il sentimento della maggior parte degli statunitensi e dei cubani che vivono in quel Paese.
Confermo d’altro lato che l’aggressione economica, per quanto dura sia, le minacce e i ricatti, non ci strapperanno una sola concessione.
Chi conosce la storia dei cubani nella lunga lotta per ottenere l’emancipazione e nella ferma difesa della libertà e della giustizia, capirà senza equivoci il peso, la sincerità e l’autorevolezza di queste convinzioni e asserzioni del nostro popolo.
Signor Presidente,
La relazione bilaterale tra Cuba e il Venezuela si basa sul rispetto reciproco e la vera solidarietà. Sosteniamo senza dubbi di sorta il Governo legittimo presieduto dal compagno Nicolás Maduro Moros e dall’Unione Civico-Militare del popolo bolivariano e chavista.
Condanniamo la condotta del Governo degli Stati Uniti contro il Venezuela, centrata sulla promozione di colpi di Stato, uccisioni di presidenti, guerra economica e sabotaggi elettrici. Condanniamo l’applicazione di severe misure coercitive unilaterali e l’appropriazione di fondi depositati all’estero, di imprese ed introiti per esportazioni. Azioni che sono una grave minaccia alla pace e alla sicurezza regionali e un’aggressione diretta al popolo venezuelano che si vuol piegare con gli strumenti più crudeli.
Chiamiamo tutti a prendere coscienza di questi fatti, a reclamare la fine di queste misure, a respingere l’uso della forza, a stimolare il dialogo rispettoso sulla base del Diritto Internazionale e dell’ordine costituzionale di quel Paese.
Pochi giorni fa gli Stati Uniti e un pugno di Paesi hanno deciso di riattivare l’obsoleto Trattato Interamericano d’Assistenza Reciproca che prevede l’utilizzo della forza militare. È un’assurda decisione che rappresenta una retrocessione storica (…) e mira a giustificare, con un artificio legale, l’intervento negli affari interni della Repubblica Bolivariana del Venezuela. (…)
La decisione degli Stati Uniti di resuscitare la funesta Dottrina Monroe ha lo stesso significato, uno strumento di dominio dell’imperialismo sotto il quale avvennero in Nuestra America invasioni militari, colpi di Stato, dittature militari e i crimini più orrendi.
Come pochi giorni fa in questa Assemblea, il Presidente USA è solito attaccare il socialismo (…), a fini chiaramente elettorali, mentre promuove un’intolleranza maccartista contro coloro che credono nella possibilità di un mondo migliore ed hanno la speranza di vivere in pace, in armonia sostenibile con la natura e in solidarietà con gli altri.
Il presidente Trump ignora o pretende di nascondere che il capitalismo neoliberale è responsabile della crescente disuguaglianza economica e sociale di cui oggi soffrono anche le società più sviluppate e che fomenta la corruzione, l’emarginazione sociale, l’aumento della criminalità, l’intolleranza razziale e la xenofobia; e dimentica o non riconosce che il fascismo, l’apartheid e l’imperialismo sono sorti dal capitalismo.
Il Governo degli Stati Uniti guida una grossolana persecuzione contro leaders politici e movimenti popolari e sociali, usando campagne di calunnie e processi giudiziari scandalosamente strumentalizzati (…) per rovesciare quelle politiche che, grazie al controllo sovrano sulle risorse naturali e l’eliminazione graduale delle differenze sociali, hanno costruito società più giuste e solidali, che hanno rappresentato (…) una speranza per i popoli d’America.
Così hanno fatto con l‘ex presidente del Brasile Luiz Inácio Lula da Silva, del quale reclamiamo la liberazione.
Condanniamo i tentativi diretti da Washington per destabilizzare il Nicaragua, e ribadiamo l’immutata solidarietà con il presidente Daniel Ortega.
(…)
Signor Presidente,
La condotta dell’attuale Governo degli Stati Uniti e la sua strategia di dominio militare e nucleare costituiscono una minaccia per la pace e la sicurezza internazionali.
Mantiene quasi 800 basi militari in tutto il mondo. Avanza progetti di militarizzazione dello spazio extraterrestre e del ciberspazio, così come l’uso segreto e illegale delle tecnologie dell’informazione e le comunicazioni per aggredire altri Stati. L’uscita degli USA dal Trattato sulle Forze Nucleari di Portata Mediana e l’immediato inizio di prove di missili di portata media aprono una nuova corsa alle armi. (…)
Ribadiamo l’appoggio assoluto a una soluzione (…) del conflitto israelo-palestinese, sulla base della creazione di due Stati, (…) con le frontiere precedenti al 1967 e Gerusalemme orientale come capitale. (…) Condanniamo la violenza delle forze d’Israele e le minacce d’annessione dei territori della Cisgiordania occupata.
Appoggiamo una soluzione negoziata della situazione imposta in Siria, senza ingerenze esterne, con pieno rispetto alla sua sovranità e integrità territoriale. (…)
Esprimiamo la nostra solidarietà alla Repubblica Islamica dell’Iran davanti all’escalation dell’aggressività degli Stati Uniti. (…)
Diamo il benvenuto al processo di dialogo intercoreano. (…) Condanniamo energicamente le sanzioni unilaterali contro la Repubblica Popolare Democratica della Corea.
La continua espansione della NATO davanti alle frontiere della Russia provoca seri pericoli aggravati dall’imposizione di sanzioni arbitrarie, che respingiamo.
Signor Presidente,
Appoggiamo con ammirazione l’appello delle recenti marce dei giovani. Il cambio climatico, che già presenta alcuni effetti irreversibili, minaccia la sopravvivenza di tutti e in particolare dei piccoli Stati insulari in via di sviluppo.
Il capitalismo è insostenibile. I suoi indici irrazionali di produzione e consumo, la crescente e ingiusta concentrazione della ricchezza sono le minacce principali all’equilibrio ecologico del pianeta. Non ci sarà sviluppo sostenibile senza giustizia sociale.
Il trattamento speciale e differenziato per i Paesi del Sud nelle relazioni economiche internazionali non può continuare ad essere evitato. (…)
Signor Presidente,
Prolifera la corruzione di sistemi politici e modelli elettorali e la loro crescente distanza dalle volontà dei popoli. Poderose ed elitarie minoranze, in particolare le corporations mondiali, decidono della natura e composizione di Governi, Parlamenti ed istituzioni che amministrano la giustizia e applicano la legge.
Dopo il fallimento della pretesa di sottomettere il Consiglio dei Diritti Umani, il Governo USA ha scelto di abbandonarlo, per ostacolare ancora di più il dialogo e la cooperazione internazionali sul tema.
Ma non è una notizia che ci deve sorprendere.
Gli Stati Uniti sono un Paese dove i diritti umani si violano in modo sistematico e spesso in maniera deliberata e flagrante.
Nel 2018 sono morte in questo paese 36.383 persone -cento al giorno–, per l’uso di armi da fuoco, mentre il Governo ne protegge i fabbricanti, alla faccia della sicurezza dei cittadini.
Muoiono ogni anno per problemi cardiaci 91.757 statunitensi, per mancanza di adeguata assistenza sanitaria. La mortalità infantile e materna tra gli afro-americani è il doppio di quella della popolazione bianca.
Non hanno assicurazione medica né accesso ai servizi di salute 28milioni di cittadini statunitensi. In 32 milioni non possono leggere né scrivere funzionalmente (…)
Si capisce così perché il Presidente si occupa d’attaccare il socialismo.
Rifiutiamo la strumentalizzazione, le mire punitive e la disparità di trattamento nelle questioni sui diritti umani. Cuba manterrà il suo impegno perché siano garantiti a tutti gli individui e a tutti i popoli tutti i diritti umani, ed in particolare la pace, la vita, lo sviluppo e la libera determinazione.
Dobbiamo impedire che s’imponga un modello culturale unico, totalitario e schiavizzante, che distorce le culture nazionali, le identità, la storia, la memoria, i simboli, occultando i laceranti problemi strutturali del capitalismo.
Il capitale digitale lavora nello stesso senso: concentra la proprietà dei dati digitali, sfrutta l’identità, l’informazione e la conoscenza e minaccia la libertà e la democrazia.
Abbiamo bisogno di forme di pensiero alternativo, umanista e anti-egemonico, di una decisa azione politica per articolare la mobilitazione popolare nella rete, nelle strade e nelle urne.
Gli Stati indipendenti hanno bisogno di esercitare sovranità sul ciberspazio, abbandonare i miraggi delle cosiddette “società in rete” e democratizzare il governo di Internet.
Signor Presidente,
Il pensiero poderoso e universale dell’Apostolo dell’indipendenza, José Martí, continua ad ispirare i cubani delle nuove generazioni. Le sue parole (…) oggi hanno uno speciale rilievo: «…dare la mia vita per il mio paese e per il mio dovere (…) d’impedire in tempo, con l’indipendenza di Cuba, che gli Stati Uniti s’estendano sulle Antille e ricadano con più forza sulle nostre terre d’America».
Una forza simile l’esprimono le parole di Antonio Maceo, che nel 1888 scrisse: “Chi cerchi d’impadronirsi di Cuba raccoglierà solo la polvere del suo suolo annegato nel sangue, se non muore prima nella lotta!»
Questa è la stessa e unica Rivoluzione Cubana comandata da Fidel Castro Ruz e oggi guidata dal Primo Segretario Raúl Castro e dal Presidente Miguel Díaz-Canel.
E a chi ancora oggi pretende di far arrendere la Rivoluzione Cubana, o spera che le nuove generazioni di cubane e cubani tradiscano il loro passato e rinuncino al loro futuro, noi ripetiamo con l’impeto di Fidel:
Patria o Morte!
Vinceremo!
(estratto da Cubaminrex – informacion@granmai.cu)
Traduzione e sottolineature AsiCubaUmbria
Due cubane in Umbria – le agenti Alicia e Aleida raccontano la Rivoluzione
Sono in visita in Italia due cittadine cubane, testimoni dirette delle attività ostili degli Stati Uniti contro Cuba e nello stesso territorio cubano: due donne che per oltre 10 anni hanno stravolto la propria vita, amicizie e famiglie per entrare nelle fila della cosiddetta “dissidenza”.
Aleida Godinez, giornalista e Alicia Zamora, fotoreporter, sono in Umbria dal 26 di ottobre e avranno i seguenti incontri:
sabato 26 a Spoleto
domenica 27 a Foligno
mercoledì 30 a Perugia
IL COLOSSO CUBA: MEDICINA, SCIENZA E RIVOLUZIONE

Il fisico ANGELO BARACCA e la ricercatrice (ENEA) ROSELLA FRANCONI hanno presentato a Perugia il loro ultimo lavoro (edito da Zambon), che, partendo dall’insediamento della Rivoluzione, vuole raccontare un aspetto del paese Cuba poco conosciuto (e volutamente oscurato dalla propaganda internazionale): un sistema sanitario e scientifico al livello dei Paesi avanzati.
Va riconosciuto agli autori il merito enorme di aver puntato l’attenzione su un tema complesso, che ha molti aspetti (storico, scientifico, sociale, economico e perfino filosofico), riuscendo a condensare tutto –unico caso in Italia- in un libro agile, di facile lettura anche per i profani ma contemporaneamente denso di informazioni che hanno stupito la platea dei presenti: a partire dall’intuizione di Fidel Castro secondo cui Cuba non avrebbe potuto che investire sull’intelligenza del suo popolo, unica risorsa del Paese (“un futuro di uomini di scienza e di pensiero”), è da subito iniziata l’opera di costruzione professionale e scientifica (la gran parte dei tecnici e sanitari era scappata insieme a Batista al momento della vittoria della Rivoluzione), che, sola, avrebbe garantito l’emancipazione culturale e scientifica, mantenutasi poi sempre autoctona e originale.
Scopriamo che in questa prima fase di costruzione scientifica Cuba ricevette la collaborazione di un notevole numero di docenti volontari, provenienti da USA, Francia, Regno unito e Italia. Fra questi si ricorda il contributo del fisico Andrea Levialdi, dell’Università di Parma, che benché malato di cancro nel 1968 partì per Cuba dove iniziò un corso di fisica avanzata, riuscendo a mobilitare i colleghi italiani nel reperimento di fondi per impiantare un laboratorio di ricerca. E la collaborazione con l’Università di Parma è continuata negli anni fino ad oggi.
“Fidel –scrivono gli autori- non era affatto isolato in questa consapevolezza. Ernesto Che Guevara addirittura prevedeva fin da allora l’importanza futura dei dispositivi elettronici a stato solido: un compito che la fisica cubana effettivamente realizzò in un lasso di tempo sorprendentemente breve”: nel 1969 nasce il primo computer cubano.
Ed è nei primi anni ’80, quando la biotecnologia nel mondo è all’inizio, che Cuba punta all’applicazione dei prodotti delle nuove tecniche al sistema sanitario, in particolare nella cura del cancro: proprio per conquistare indipendenza dalle case farmaceutiche mondiali che attuano politiche ricattatorie conseguenti alle sanzioni statunitensi contro Cuba, a partire dal rapido apprendimento della produzione autonoma dell’interferone e del suo immediato uso (contro una grave epidemia di dengue emorragico), vengono fatti grossi investimenti e nasce il Centro di Ingegneria Genetica e Biotecnologia, nuova istituzione dedicata allo sviluppo e alle applicazioni della ingegneria genetica, “la più grande e complessa installazione scientifica mai realizzata a Cuba –scrivono gli autori-, interamente progettata dai cubani ispirandosi alle più importanti esperienze internazionali.”
La biotecnologia a Cuba si sviluppa in modi e per usi diversi che nel resto del mondo. Qui nasce per rispondere a bisogni e problemi sanitari della popolazione: “il successo non sono le vendite, è l’impatto sociale. Noi incassiamo problemi, non profitti” (Manuel Raices Perez-Castañeda, ricercatore e dirigente del CIGB).
Ecco la nascita del prodotto in grado di curare il piede diabetico, del vaccino contro l’epatite B, del vaccino contro il meningococco B, del vaccino contro il cancro al polmone…
I prodotti del CIGB, sottoposti a studi clinici in 33 ospedali e 16 aree di servizio sanitario di base cubani, soprattutto per diabete, oncologia, malattie infettive, hanno più di 200 registrazioni sanitarie in 34 Paesi, e fino al 2015 le richieste di brevetto presentate all’estero arrivavano a 1130, delle quali circa il 70 % approvate in Europa occidentale, Canadà, Giappone, USA, Brasile, Australia, India, Argentina, ecc.
“Oggi il Paese è il maggior esportatore di medicinali in America Latina ed ha più di 50 nazioni nella lista dei suoi clienti. I medicinali cubani costano molto meno e il governo di Fidel Castro ha aiutato Cina, Malesia, India e Iran ad installare proprie industrie: trasferimento tecnologico da sud a sud” (Start, 2012, citato dagli autori)
Da questo stupefacente quadro emerge una domanda: come ha potuto un Paese povero raggiungere risultati nella sanità equivalenti (e in qualche caso superiori) a quelli dei Paesi ricchi? Come ha potuto divenire un colosso nella ricerca scientifica, tanto da infastidire gli Stati Uniti?
Rispondono gli autori: “il capitale umano costruito nei tre decenni precedenti fornì un’alternativa ai capitali economici, costituì una base per costruire una economia della conoscenza… La biotecnologia cubana non è un mero fatto scientifico: la sua caratteristica principale è la capacità di legare la scienza e la tecnologia con l’economia e la società.”
La presentazione dell’importantissimo libro, con il coordinamento del giornalista Maurizio Fratta, è stata arricchita dal contributo della Consigliera tecnico-scientifica dell’Ambasciata cubana, Yadira Trujillo Pimentel, e del prof.Emidio Albertini dell’Università di Perugia, testimone diretto di un suo incontro ad alto livello con il CIGB de L’Avana da cui stanno nascendo relazioni di collaborazione.
CUBA: MEDICINA, SCIENZA E RIVOLUZIONE, 1959-2014
Perché il servizio sanitario e la cienza sono all’avanguardia
Zambon 2019 – 15 €
(comunicato di AsiCubaUmbria, 23 marzo 2019)


