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L’Ottavo Congresso del Partito comunista cubano

DI PATRIA GRANDE · 18/04/2021

di Fabio Marcelli.

Finisce oggi, lunedì 19 aprile, l’Ottavo Congresso del Partito comunista cubano, un avvenimento di grande importanza non solo per Cuba ma per tutta l’umanità.

Sono tempi duri per il pianeta. Tempi di devastazione da virus, di catastrofi ambientali imminenti, di diseguaglianze crescenti, di povertà galoppante, di violazione dei diritti umani massicce e generalizzate, di crisi di ogni ideale progressista e di trasformazione.

In tempi del genere tuttavia resiste e si ripropone con forza l’esempio di Cuba. Nonostante le gravi difficoltà economiche dovute al bloqueo, le persistenti campagne diffamatorie, la testardaggine delle amministrazioni statunitensi, qualunque ne sia il colore, sempre determinate a porre fine all’anomalia cubana, Cuba continua a dare a tutto il mondo l’indicazione di un possibile cammino diverso, basato sulla giustizia sociale, la solidarietà e l’uguaglianza fra gli esseri umani, l’esistenza di un destino collettivo da perseguire tutte e tutti insieme.

Mi sfugge il nome dell’oscuro e miserando senatore forzaitaliota che, nel momento della discussione dell’ordine del giorno di ringraziamento per l’impegno dei medici cubani in Italia contro il COVID, ha osato riproporre, come un disco rotto, la solfa scarsamente credibile del presunto mancato rispetto dei diritti umani a Cuba. Tutti sanno che è vero esattamente l’inverso, i diritti umani, di qualsiasi tipo e categoria, sono ben più rispettati e promossi nella piccola isola assediata da oltre sessant’anni che nel resto del mondo e soprattutto in Occidente. I tre milioni di vittime fin qui perite per il COVID non sono morte solo per il virus ma anche per colpa di un sistema, oggi ancora egemone a livello mondiale che antepone il profitto individuale alla protezione della vita umana.

Cuba costituisce un piccolo ma significativo segnale di controtendenza in mezzo a tanto sfacelo e a tanto squallore. Per questo l’Ottavo Congresso del Partito comunista cubano che è iniziato qualche giorno fa all’Avana costituisce un evento da seguire con attenzione e profondo rispetto.

A fine del mandato di Raul Castro da Segretario del Partito costituisce, al momento, uno degli elementi di maggiore novità di questa assise congressuale. Queste dimissioni, che non significano certo cessazione dell’impegno di questo grande rivoluzionario, che continua, vanno collocate all’interno dell’inevitabile transizione generazionale. Stante le sfide che fronteggiano il popolo cubano, occorrerà verificare la capacità collettiva del Partito comunista di guidare il paese nella resistenza all’assedio che continua e nei necessari cambiamenti.

Cambiamenti necessari che tuttavia presuppongono la continuità dei pilastri della rivoluzione cubana e anzitutto il partito. Partito che, nelle parole del Secondo Segretario, José Ramón Machado Ventura, costituisce «la garanzia dell’unità nazionale e la sintesi degli ideali di dignità, giustizia sociale e indipendenza delle generazioni di patrioti che ci hanno preceduto e di quelli che  li hanno fatto propri in tutti questi anni di lotta e di vittoria».

In queste parole sembra racchiuso il nocciolo vivo e operante di sessant’anni di rivoluzione ininterrotta che ripropone oggi i suoi ideali di fondo in un contesto sempre difficile ma che potrà essere ancora una volta affrontato in modo vittorioso grazie alla partecipazione dei giovani e dei lavoratori.

Le tre commissioni del Congresso hanno avuto ad oggetto i risultati economici e sociali dal Settimo Congresso a oggi, la politica dei quadri e il funzionamento interno dell’organizzazione politica. Ciò conferma l’importanza di lavorare per migliorare ulteriormente il principale strumento che il popolo cubano ha oggi a disposizione, il suo Partito comunista.

Grazie a questo strumento ineliminabile il popolo cubano ha potuto, nei sessant’anni della Rivoluzione, attuare ed estendere le sue conquiste su tutti i piani, costituire un esempio formidabile per il resto dell’America Latina e tutti i popoli del mondo ed offrire al mondo intero, come dimostrato da ultimo dalle missioni mediche e dai vaccini di qualità prodotti in massa contro il COVID, elementi molto concreti di solidarietà e di aiuto fraterno, espressione di un’autentica vocazione internazionalista ed universalista.

Patria Grande, come parte del movimento di solidarietà internazionale nei confronti di Cuba e di tutti i Paesi dell’America Latina, guarda come sempre con ammirazione e speranza verso l’isola, della quale abbiamo enorme bisogno in questo momento, così come il popolo cubano, afflitto dal bloqueo da oltre sessant’anni, ha bisogno del nostro impegno per porre fine a questa mostruosità genocida e avanzare finalmente verso una nuova umanità.

CUBA e Covid-19 – BLOCCO donazioni svizzere

Comunicato stampa di condanna sul rafforzamento del BLOCCO USA

GINEVRA, Zurigo, aprile 2020 – Le organizzazioni sottoscritte condannano energicamente le recenti misure adottate dal Governo USA contro Cuba, che sono criminali in quest’epoca di pandemia e i cui effetti immediati si estendono alla Svizzera.

Attualmente Cuba, come quasi tutti i paesi del mondo, deve mobilitare importanti sforzi per combattere la pandemia della SARS-CoV-2.

Oggi più che mai l’Isola necessita medicinali, alimenti, combustibili, strumenti medici e accesso a divise estere. Il blocco che dura da sessant’anni è stato intensificato, e ora ha un effetto extra territoriale più forte, ostacolando e rendendo più costose le relazioni economiche e commerciali di Cuba con quasi tutti i Paesi del mondo, inclusa la Svizzera.

Questo è quanto mostrato negli ultimi giorni:

*** le imprese svizzere IMT Medical AG e Acutronic Medical Systems AG, hanno respinto la richiesta d’acquisto di ventilatori da parte dell’impresa cubana import-export Medicuba S.A., in quanto, acquistate dalla statunitense Vyaire Medical Inc., hanno ricevuto l’ordine di sospendere ogni relazione commerciale con Cuba;

*** un invio di aiuti d’emergenza per combattere la Covid-19, donati da una fondazione cinese, è stato fermato: il trasportatore ha rifiutato la consegna a Cuba perché la sua principale azionista è un’impresa statunitense.  

La portata dell’estensione extra territoriale delle sanzioni USA contro le persone giuridiche, comprese le ONG, le banche e le imprese in Europa, in violazione del Diritto Internazionale, era stata dimostrata già con l’interruzione quasi totale del traffico dei pagamenti internazionali a Cuba da parte delle banche svizzere.

E questo anche se il Governo svizzero condanna ufficialmente il blocco e mantiene relazioni storiche d’amicizia e cooperazione con Cuba.

Oggi raggiungiamo un livello maggiore d’arbitrarietà, dato che le banche svizzere hanno bloccato i trasferimenti tra le banche nazionali semplicemente perché si citava Cuba nella transazione.

In effetti vari simpatizzanti di MediCuba-Svizzera e dell’Associazione Svizzera-Cuba, hanno denunciato che le loro banche hanno bloccato i trasferimenti delle donazioni raccolte per aiutare l’Isola a comprare reagenti di prova e strumenti di protezione.

MediCuba-Svizzera richiamerà queste banche e se necessario si rivolgerà all’Autorità Svizzera di Supervisione del Mercato Finanziario.

Mentre Cuba si mostra solidale in questa crisi mondiale, condividendo conoscenze e personale medico, Washington continua la sua disumana politica di blocco contro Cuba, così come contro altri Paesi «sgraditi», ignorando il richiamo del Segretario Generale ONU, Antonio Guterres, per l’eliminazione di tutte le sanzioni economiche contro Cuba, Venezuela, Russia, Iran, la Repubblica Popolare Democratica della Corea e altri.

La risposta degli USA è stata la sospensione dei finanziamenti alla OMS -Organizzazione Mondiale della Salute.

Esigiamo che la Svizzera, in accordo con la sua tradizione umanitaria e diplomatica, stabilisca misure per far sì che Cuba possa acquistare dai fornitori svizzeri tutti gli strumenti necessari per combattere la Covid-19 e che le banche svizzere non congelino le generose donazioni dei cittadini svizzeri alle nostre associazioni.

ESIGIAMO CHE LA SVIZZERA NON SIA COMPLICE DI QUESTA POLITICA NORDAMERICANA ILLEGALE E CRIMINALE.
Noi, organizzazioni della società civile svizzera, continuiamo ad appoggiare Cuba attraverso il progetto di aiuti d’emergenza #CubavsCovid19

Medi Cuba
Medicuba Europa
Medico Internacional Sweiz
Solifonds
MediCuba Suisse
AMCA Associazione Aiuto Medico Centro America
Centrale Sanitaire Suisse Romand

Medi Cuba | informacion@granmai.cu, 27 aprile 2020  (estratto da GM – Granma Internacional)

Due cubane in Umbria – le agenti Alicia e Aleida raccontano la Rivoluzione

Sono in visita in Italia due cittadine cubane, testimoni dirette delle attività ostili degli Stati Uniti contro Cuba e nello stesso territorio cubano: due donne che per oltre 10 anni hanno stravolto la propria vita, amicizie e famiglie per entrare nelle fila della cosiddetta “dissidenza”.

Aleida Godinez, giornalista e Alicia Zamora, fotoreporter, sono in Umbria dal 26 di ottobre e avranno i seguenti incontri:

sabato 26 a Spoleto

domenica 27 a Foligno

mercoledì 30 a Perugia

IL COLOSSO CUBA: MEDICINA, SCIENZA E RIVOLUZIONE

I relatori dell’evento

Il fisico ANGELO BARACCA e la ricercatrice (ENEA) ROSELLA FRANCONI hanno presentato a Perugia il loro ultimo lavoro (edito da Zambon), che, partendo dall’insediamento della Rivoluzione, vuole raccontare un aspetto del paese Cuba poco conosciuto (e volutamente oscurato dalla propaganda internazionale): un sistema sanitario e scientifico al livello dei Paesi avanzati.

Va riconosciuto agli autori il merito enorme di aver puntato l’attenzione su un tema complesso, che ha molti aspetti (storico, scientifico, sociale, economico e perfino filosofico), riuscendo a condensare tutto –unico caso in Italia- in un libro agile, di facile lettura anche per i profani ma contemporaneamente denso di informazioni che hanno stupito la platea dei presenti: a partire dall’intuizione di Fidel Castro secondo cui Cuba non avrebbe potuto che investire sull’intelligenza del suo popolo, unica risorsa del Paese (“un futuro di uomini di scienza e di pensiero”), è da subito iniziata l’opera di costruzione professionale e scientifica (la gran parte dei tecnici e sanitari era scappata insieme a Batista al momento della vittoria della Rivoluzione), che, sola, avrebbe garantito l’emancipazione culturale e scientifica, mantenutasi poi sempre autoctona e originale.

Scopriamo che in questa prima fase di costruzione scientifica Cuba ricevette la collaborazione di un notevole numero di docenti volontari, provenienti da USA, Francia, Regno unito e Italia. Fra questi si ricorda il contributo del fisico Andrea Levialdi, dell’Università di Parma, che benché malato di cancro nel 1968 partì per Cuba dove iniziò un corso di fisica avanzata, riuscendo a mobilitare i colleghi italiani nel reperimento di fondi per impiantare un laboratorio di ricerca. E la collaborazione con l’Università di Parma è continuata negli anni fino ad oggi.

Fidel –scrivono gli autori- non era affatto isolato in questa consapevolezza. Ernesto Che Guevara addirittura prevedeva fin da allora l’importanza futura dei dispositivi elettronici a stato solido: un compito che la fisica cubana effettivamente realizzò in un lasso di tempo sorprendentemente breve”: nel 1969 nasce il primo computer cubano.

Ed è nei primi anni ’80, quando la biotecnologia nel mondo è all’inizio, che Cuba punta all’applicazione dei prodotti delle nuove tecniche al sistema sanitario, in particolare nella cura del cancro: proprio per conquistare indipendenza dalle case farmaceutiche mondiali che attuano politiche ricattatorie conseguenti alle sanzioni statunitensi contro Cuba, a partire dal rapido apprendimento della produzione autonoma dell’interferone e del suo immediato uso (contro una grave epidemia di dengue emorragico), vengono fatti grossi investimenti e nasce il Centro di Ingegneria Genetica e Biotecnologia, nuova istituzione dedicata allo sviluppo e alle applicazioni della ingegneria genetica, “la più grande e complessa installazione scientifica mai realizzata a Cuba –scrivono gli autori-, interamente progettata dai cubani ispirandosi alle più importanti esperienze internazionali.”

La biotecnologia a Cuba si sviluppa in modi e per usi diversi che nel resto del mondo. Qui nasce per rispondere a bisogni e problemi sanitari della popolazione: “il successo non sono le vendite, è l’impatto sociale. Noi incassiamo problemi, non profitti” (Manuel Raices Perez-Castañeda, ricercatore e dirigente del CIGB).

Ecco la nascita del prodotto in grado di curare il piede diabetico, del vaccino contro l’epatite B, del vaccino contro il meningococco B, del vaccino contro il cancro al polmone…

I prodotti del CIGB, sottoposti a studi clinici in 33 ospedali e 16 aree di servizio sanitario di base cubani, soprattutto per diabete, oncologia, malattie infettive, hanno più di 200 registrazioni sanitarie in 34 Paesi, e fino al 2015 le richieste di brevetto presentate all’estero arrivavano a 1130, delle quali circa il 70 % approvate in Europa occidentale, Canadà, Giappone, USA, Brasile, Australia, India, Argentina, ecc.

Oggi il Paese è il maggior esportatore di medicinali in America Latina ed ha più di 50 nazioni nella lista dei suoi clienti. I medicinali cubani costano molto meno e il governo di Fidel Castro ha aiutato Cina, Malesia, India e Iran ad installare proprie industrie: trasferimento tecnologico da sud a sud” (Start, 2012, citato dagli autori)

Da questo stupefacente quadro emerge una domanda: come ha potuto un Paese povero raggiungere risultati nella sanità equivalenti (e in qualche caso superiori) a quelli dei Paesi ricchi? Come ha potuto divenire un colosso nella ricerca scientifica, tanto da infastidire gli Stati Uniti?

Rispondono gli autori: “il capitale umano costruito nei tre decenni precedenti fornì un’alternativa ai capitali economici, costituì una base per costruire una economia della conoscenza… La biotecnologia cubana non è un mero fatto scientifico: la sua caratteristica principale è la capacità di legare la scienza e la tecnologia con l’economia e la società.”

La presentazione dell’importantissimo libro, con il coordinamento del giornalista Maurizio Fratta, è stata arricchita dal contributo della Consigliera tecnico-scientifica dell’Ambasciata cubana, Yadira Trujillo Pimentel, e del prof.Emidio Albertini dell’Università di Perugia, testimone diretto di un suo incontro ad alto livello con il CIGB de L’Avana da cui stanno nascendo relazioni di collaborazione.

 

CUBA: MEDICINA, SCIENZA E RIVOLUZIONE, 1959-2014

Perché il servizio sanitario e la cienza sono all’avanguardia

Zambon 2019 – 15 €

 

(comunicato di AsiCubaUmbria, 23 marzo 2019)

La squadra d’urto della CIA – Il libro è ora disponibile

Per quanto si cerchi, non se ne potrà trovare un altro con gli stessi precedenti. E’ stato il gruppo di manovali di azioni clandestine e terroristiche più efficace e leale prodotto dalla Central Intelligence Agency statunitense, CIA. E’ stata una Squadra d’Urto, una squadra di punta.

Ora disponibile La squadra d’urto della CIA, ultimo libro di Hernando Calvo Ospina.

Per info e prenotazioni: asicubaumbria@libero.it oppure lasciate un commento su questa pagina e vi risponderemo in privato.

Guantanamo – Territori militarizzati e lezioni di pace

Guantanamo Perugia 22/03/2018

Cuba – Omaggi a Fidel

Alcune immagini della serata in omaggio a FIDEL:

25.11.17 – Scalinata dell’Alma Mater Università de L’Avana.