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Contro il Terrorismo Verso Cuba: Un Appello alla Giustizia e alla Solidarietà
scritto da Gian Franco Ferraris – 8 Luglio 2024
Autore originale del testo: Maddalena Celano
L’arresto di Ardenys García Álvarez e la sventata rete criminale che pianificava attacchi violenti a Cuba, presumibilmente finanziata dagli Stati Uniti, segna un punto di svolta cruciale nella lotta del popolo cubano contro il terrorismo. Questo evento, annunciato dal ministero degli Interni cubano, evidenzia non solo le sfide continue che Cuba affronta, ma anche l’urgenza di un’azione globale solidale e militante per contrastare questi atti di violenza sponsorizzati.
## La Lotta Continua: Cuba Resiste
Da decenni, Cuba è bersaglio di atti di terrorismo che mirano a destabilizzare il Paese e a minare la sua sovranità. La recente notizia del tentato attacco, con un capo della rete criminale arrestato, dimostra che le minacce non sono diminuite. García Álvarez, emigrato illegalmente negli Stati Uniti nel 2014 e ritornato a Cuba con armi da fuoco e munizioni, rappresenta l’ultimo anello di una lunga catena di aggressioni orchestrate contro la nazione cubana.
## Il Ruolo degli Stati Uniti
L’accusa che questa rete terroristica sia stata finanziata dagli Stati Uniti non sorprende. La storia delle relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti è segnata da interventi imperialisti, tentativi di sovversione e una lunga serie di atti terroristici sponsorizzati. Già negli anni ’90, Cuba fu vittima di una serie di attentati terroristici contro strutture turistiche, tra cui l’omicidio dell’imprenditore italiano Fabio di Celmo nel 1997. Fabio di Celmo perse la vita a causa di una bomba piazzata nell’Hotel Copacabana all’Avana, un tragico esempio delle conseguenze devastanti del terrorismo sponsorizzato.
## Solidarietà Internazionale
Di fronte a queste minacce, è fondamentale che la comunità internazionale si schieri al fianco di Cuba. La lotta contro il terrorismo verso Cuba non è solo una questione cubana, ma una battaglia globale per la giustizia, la sovranità e la pace. I movimenti progressisti di tutto il mondo devono alzare la voce contro queste ingiustizie e sostenere il diritto di Cuba a difendere la propria indipendenza.
## La Resistenza del Popolo Cubano
Il popolo cubano ha dimostrato una straordinaria resilienza di fronte a decenni di blocco economico, aggressioni e tentativi di destabilizzazione. La capacità di Cuba di smantellare questa rete criminale è un ulteriore testamento della determinazione del Paese a proteggere la propria sovranità e a garantire la sicurezza dei suoi cittadini.
## Un Appello all’Azione
È imperativo che le forze progressiste e i movimenti di solidarietà in tutto il mondo intensifichino i loro sforzi per denunciare il terrorismo verso Cuba e per esigere la fine delle politiche imperialiste degli Stati Uniti. Dobbiamo fare pressione sui governi, sulle organizzazioni internazionali e sui media affinché riconoscano e condannino questi atti di violenza.
## Conclusione
Il tentativo sventato di attacco terroristico contro Cuba è un duro monito della continua lotta per la giustizia e la pace. È un richiamo alla solidarietà globale e all’azione militante contro ogni forma di aggressione imperialista. Cuba non è sola nella sua resistenza: il mondo progressista è con lei, pronto a combattere al suo fianco per un futuro di dignità, sovranità e pace.
Maddalena Celano
Lettera aperta all’Ambasciatore degli Stati Uniti d’America
Spettabile Ambasciata USA
Via Vittorio Veneto, 121
00187 Roma
Stimato Ambasciatore Jack Markell,
Scriviamo per sollecitare il Governo degli Stati Uniti d’America a rimuovere la Repubblica di Cuba dalla lista degli “Stati sponsor del terrorismo” (SSOT), dove fu inserita per iniziativa del Presidente Trump nel gennaio 2021, con la motivazione della presenza di guerriglieri colombiani a L’Avana nell’ambito dei colloqui di pace col Governo Santos, patrocinati dalla Norvegia e ospitati sul territorio cubano.
I colloqui di pace si conclusero con un successo, di cui diede atto sia l’ex Presidente della Colombia Juan Manuel Santos che l’attuale Presidente, Gustavo Petro, entrambi richiedendo al Presidente Biden di rimediare ad una palese ingiustizia.
L’inclusione in questa lista, oltre che essere palesemente ingiusta, ha come effetto immediato l’impossibilità per Cuba di accedere al sistema bancario internazionale (45 banche internazionali hanno interrotto i rapporti con Cuba) e quindi rende difficile l’acquisto di beni essenziali, quali carburante, medicine, generi alimentari, ecc.
Peraltro anche i viaggi internazionali verso gli Stati Uniti ne risentono: le persone provenienti da 40 Paesi ora devono richiedere un visto completo se hanno in precedenza visitato Cuba, anziché una semplice esenzione ESTA.
Nell’ultimo anno del suo mandato presidenziale, il Presidente Biden ha la possibilità di fare un gesto umanitario, alleviando la grave crisi che colpisce il popolo cubano, già soffocato dalle preesistenti sanzioni di cui l’Assemblea Generale dell’ONU tutti gli anni e da 31 anni chiede la rimozione.
Come ha dimostrato il breve periodo di colloquio fra Stati Uniti e Cuba sotto l’Amministrazione Obama, entrambi i Paesi e i popoli traggono vantaggio quando si segue la strada della pace.
Grati per l’attenzione, inviamo i nostri rispetti.
Il Presidente
Fabio Faina
𝗥𝗔𝗜 – 𝘂𝗻 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗼 𝗼 𝘂𝗻 𝗯𝗼𝗹𝗹𝗲𝘁𝘁𝗶𝗻𝗼 𝗽𝗮𝗿𝗿𝗼𝗰𝗰𝗵𝗶𝗮𝗹𝗲?
Nonostante l’abitudine che dovremmo avere acquisito agli spot pubblicitari dei nostri media –presentati con gran umorismo come servizi giornalistici- e soprattutto nella Rai italiana, non si riesce a non restare stupiti dal #TG1 dello scorso giovedì, che, titolando “black-out elettrico, fame, repressione” annuncia il “reportage esclusivo” della propria inviata a L’Avana, certa Monia Venturini, munita di –attenzione attenzione- “telecamere nascoste”…
Ci saremmo anche stancati di dar puntualizzazioni, precisazioni, informazioni circonstanziate a chi meriterebbe solo scappellotti, come uno scolaro perdutamente somaro… quindi ci limitiamo all’ironia! E voi giornalettisti limitatevi a registrare il fatto ormai palese a tutti: l’informazione vera cui si rivolgono sempre più cittadini è quella libera veramente, quella in rete, mentre voi continuate ad essere solo guitti a ciò pagati da imprenditori privati o, come nel caso della RAI, da oligarchi che si sono appropriati di un bene pubblico.
La signora registra, anche se, poverina, non ha avuto tempo per capire quel che vedeva, le code per ritirare quanto distribuito dalla “tarjeta” –dice lei- (termine che in realtà a Cuba significa carta di credito, confondendola con la “libreta”, sorta di tessera annonaria che assegna alle famiglie generi di prima necessità a prezzi politici), ovviamente non sa cosa significhi la cosa, né ovviamente sa nulla sulle importazioni rese impossibili dal sistema USA di strangolamento dell’economia cubana.
Parla di “clima pesantissimo di paura e di forte controllo” mentre piazza il microfono sulla faccia di cubani palesemente esperti solo di “lavoro” coi turisti… “il popolo non ce la fa…manca tutto”… lo Stato comunista arriva a chiedere al PAM pane e latte: buffa la signora giornalista, quando Cuba offre alla OMS medici e infermieri per Haiti o i tanti altri buchi neri (ed anche a capitalismo trionfante) dell’umanità, l’apporto umano e scientifico dello “Stato comunista” è ignorato, quando non riesce a comprare e vendere sul mercato supposto libero torna la colpa del comunismo.
Suggeriamo una sana domanda alla giornalettista: come mai Cuba non riesce a commerciare con il mondo? Come mai non riesce a fare una qualsiasi transazione finanziaria tramite i circuiti bancari? Se la signora si volesse applicare scoprirebbe che -oh meraviglia- da più di sessant’anni la legge USA persegue chiunque si azzardi a vendere/comprare/investire a Cuba, mentre le banche rifiutano qualsiasi operazione, pena il pagamento di strabilianti multe ai soliti democratici USA. E l’Assemblea dell’ONU condanna tutti gli anni questa pratica genocidaria, con i soli voti contrari di USA e Israele.
Ma tutti tranquilli, una gigantesca petroliera russa è arrivata sulle coste cubane, il “primo mondo” non è più così indispensabile, Cuba troverà come relazionarsi col mondo alternativo che sta nascendo, senza spoliazione coloniale. E sarà un mondo di pari, fondato sulla cooperazione e il reciproco profitto.
Infine viene la voglia di sapere quanto sia costata la passeggiata a #Cuba degli inviati della RAI per il loro “servizio esclusivo”.
Perugia, 31 marzo 2024
Più attuali che mai le parole di Fidel su Israele
Il 25 novembre 2016 ci lasciava un gigante della storia: Fidel Castro. Lo vogliamo ricordare con queste parole, più attuali più che mai: “La base di una pace giusta nella regione inizia con il ritiro totale e incondizionato di Israele da tutti i territori arabi occupati e implica per il popolo palestinese la restituzione di tutti i territori occupati e il recupero dei propri diritti nazionali inalienabili, compreso il diritto al ritorno in patria e all’autodeterminazione. […] Espulsi dalla propria patria, dispersi nel mondo, perseguitati e assassinati, gli eroici palestinesi costituiscono un esempio impressionante di altruismo e di patriottismo, e sono il simbolo vivente del più grande crimine del nostro tempo” Discorso pronunciato alla XXXIV Sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, 12 ottobre 1979
Appello di mediCuba-Europa: mancano farmaci essenziali, facciamo la nostra parte
Cuba lotta ostinatamente per garantire il funzionamento del suo sistema sanitario: mancano farmaci essenziali, anche per la chemioterapia e per malattie croniche. Molte sale operatorie non sono operative per mancanza di attrezzature e pezzi di ricambio
E noi facciamo nostra la resistenza ostinata di Cuba, restiamo al suo fianco mentre affronta gravi problemi sanitari.
Di seguito l’appello originale di mediCuba-Europa cui AsiCubaUmbria aderisce (preceduto da traduzione in italiano).
VERSAMENTI con causale MEDICINE PER CUBA:
IBAN IT72H 03599 01899 050188528514
intestato Ass.ne Solidarietà internazionalista con Cuba
CAMPAGNA MEDICINE D’EMERGENZA PER CUBA
Negli ultimi tempi Cuba soffre per una drammatica crisi, che ha provocato una grave scarsità di farmaci e attrezzature mediche.
Per il BLOCCO criminale degli USA, che si continua a stringere sempre di più, per le conseguenze della pandemia Covid e per la situazione internazionale, Cuba deve lottare ostinatamente per garantire il FUNZIONAMENTO del suo SISTEMA SANITARIO.
Disgraziatamente, ogni giorno la situazione diventa più insostenibile per la popolazione: mancano farmaci essenziali, anche per la chemioterapia e per malattie croniche. Molte sale operatorie non sono operative per mancanza di attrezzature e pezzi di ricambio.
Data questa situazione e affidandoci sulla solidarietà forte e costante di persone, associazioni e istituzioni, mediCuba-Europa lancia una nuova campagna di emergenza per raccogliere fondi destinati all’acquisto di farmaci e attrezzature mediche per ospedali e centri di salute in tutta l’isola.
Campaña mediCuba-Europa medicamentos de emergencia para Cuba
En los últimos tiempos, Cuba ha sufrido una dramática crisis, la cual ha provocado una grave escasez de medicamentos y equipos médicos.
Debido al criminal bloqueo de EEUU, que se sigue recrudeciendo, a las consecuencias de la Covid y a la situación internacional, Cuba debe luchar obstinadamente para garantizar el funcionamiento de su sistema sanitario. Desgraciadamente, cada día la situación se torna más insostenible para la población : hay escasez de medicamentos esenciales, así como de quimioterapia y medicamentos para enfermedades crónicas; muchos quirófanos no pueden funcionar por falta de equipos y piezas de repuesto.
En vista de esta situación y confiando en la solidaridad inquebrantable de individuos, asociaciones e instituciones, mediCuba-Europa lanza una nueva campaña de emergencia para recaudar fondos destinados a la compra de medicamentos y equipos médicos para hospitales y centros de salud de toda la isla.
¡Únete a esta acción de solidaridad con Cuba!
Apúrate, ¡nuestra ayuda es necesaria!
Lettera aperta al Direttore del Fatto Quotidiano – La risposta di Asicuba all’articolo del 28 Aprile
Gentile Direttore,
fa sorridere, ma di un riso amaro, l’articolo comparso nel vostro quotidiano il 28 Aprile scorso dal titolo Cuba ammaina pure la festa del 1°Maggio: “Niente benzina”.
Poche righe in una spalla nelle vostre pagine interne, con un tono capzioso che indica un’opinione, prima di un fatto.
Cuba è in difficoltà in questa ripresa post pandemica, dovuta ad un blocco economico illegale, e non ha certo bisogno della bile di una giornalista che sputacchia qua e là qualche sentenza. Al contrario tutti noi, avremmo bisogno di un approfondimento sulla situazione nell’isola di Fidel, magari di una inchiesta che (in Ucraina, come a Cuba, come in Vaticano) citi e riporti le fonti, confronti le opinioni, apra al dubbio e alla ricerca di una situazione il più vicina possibile alla verità dei fatti.
Non vorremmo sostituirci al vostro lavoro, ma permetteteci di contestare le fonti dell’articolo citato e di darvi qualche informazione in più su cosa sta accadendo a Cuba, con particolare attenzione al desfile del 1°Maggio:
- Vengono citati con vaghezza “blog di giovani cubani” come fonte. Quali sono, se è lecito sapere? Qual è il criterio con cui vengono scelti?
- Viene descritta Cuba come esportatrice dell’oro nero venezuelano in cambio di liquidità quando a noi risulta una realtà opposta: per le sanzioni USA il Venezuela non riesce ad esportare il suo petrolio se non con grandi difficoltà, a Cuba come altrove.
- Viene citato un cambio peso/euro che riporta il prezzo della benzina a 7€ invece che a 1.5€, come risulta da ripetuti contatti con l’isola.
- Viene poi annunciato l’immancabile minestrone delle paralisi: Orchestra nazionale, agricoltura, ospedali. Sembra solo a noi di scorgere un malcelato compiacimento, in un’esternazione che non descrive che la superficie di un’articolata situazione che, seppur in sofferenza, garantisce i servizi essenziali a tutti i suoi cittadini?
Veniamo al titolo: la festa del Primo Maggio si farà, eccome. È vero, quest’anno il desfile, la marcia milionaria del Primo Maggio che attraversa ogni anno la Plaza de la Revolución non ci sarà, proprio perché la benzina è preziosa e un concentramento dai tanti estremi di una capitale molto vasta è oneroso, ma la marcia del Primo Maggio si farà, sia come attività nazionale, a cura di 5 Municipi centrali de L’Avana, sia, come sempre, nelle città capoluogo di provincia lungo tutta l’isola. E non è nemmeno vero che sia la prima volta che si presenta una situazione del genere; successe infatti anche nel periodo especial di dover ricorrere a questa formula per celebrare il Primo Maggio.
Questo articolo evidentemente ignora molte cose:
-la pretesa di uno Stato, gli USA, di imporre sanzioni a suo piacimento e di imporne il rispetto a Paesi terzi. Una pratica che è sotto una contestazione mondiale proprio per il conclamato obiettivo di ottenere un “cambio di regime” di uno stato sovrano tramite il ricatto e la violenza;
-contro Cuba da 60 anni vige non un modesto “embargo”, ma un blocco che vuole impedire qualsiasi relazione economica/finanziaria/commerciale/culturale. Agli italiani residenti a Cuba risulta ad esempio molto difficile, se non impossibile, ricevere dall’Italia per bonifico bancario la propria pensione.
Un giornalista può definirsi “indipendente” quando le sue fonti sono esclusivamente reperite da una parte della barricata?
Somiglia a un tassello, caro Direttore, questo articolo. All’apparenza insignificante, scritto in maniera superficiale (con la mano sinistra si diceva un tempo), ma che unito ai tanti piccoli articoli di opinione, alle tante notizie false, alle foto truccate che girano nei social contro Cuba, contribuisce a disegnare un quadro pretestuoso, se vuole ingannevole, dell’isola caraibica.
Permetteteci allora di darvi una lettura diversa del Primo Maggio Cubano, citando la fonte naturalmente:
“Questo 1° Maggio non ci sarà la sfilata perché non c’è combustibile sufficiente per il trasporto di tanta gente alle piazze.
Ma ci sarà la stessa gente, anche se in altre piazze più vicine a casa, gente che andrà
ad appoggiare il suo Paese, la sua Rivoluzione, perché il cubano non è un popolo
ignorante. Ha sangue nelle vene, chiaro, e le penurie lo angustiano, ma lo irrita anche di più sapere qual è l’intenzione di quelli che non ci amano, di quelli che sono allergici a questa resistenza. Non capiscono che Cuba non si arrende, non si consegna, non si vende… invece noi andremo in una piazza, stavolta vicino a casa, a ripetere che non ci arrenderemo, che non ci venderemo.”
(Fonte: /GM/Granma Internacional)
Noi non crediamo che il vostro giornale sia prono alle ormai vecchie regole della disinformazione, dove si frulla un pezzetto di verità dentro la macedonia delle balle (colorite e nefaste) per portare il lettore là dove si vuole. Lo dimostrano gli eccellenti articoli sui vaccini proteici cubani comparsi lo scorso anno; ed è appunto incomprensibile, per chi conosce la serietà con cui Il Fatto affronta l’analisi dei temi nazionali ed europei, perché sul tema Cuba si continui a fornire (dis)informazione superficiale.
Ci permetta di offrire il nostro apporto su Cuba, caro Direttore. Siamo sicuri che insieme, daremo un contributo ancora più efficace alla ricerca della realtà dei fatti e della verità.
Buona giornata e buona festa dei lavoratori.
Con rispetto,
Alessandro Pacini
Presidente di AsiCuba
Festa di tesseramento – AsiCubaUmbria ’23
Per CUBA il 2022 è stato un anno importante, di pesanti ostacoli e grandi vittorie… come tanti nella vita della RIVOLUZIONE, che ne ha ora compiuti 64, tutti difficili, di discussioni e innovazioni, di pensiero ed azione, di difesa e costruzione...
Fra i tanti temi, abbiamo scelto di parlare con l’Ambasciatrice del Codice delle Famiglie, frutto della capacità rivoluzionaria di Cuba di discutere, elaborare, imparare ed attuare quel che di nuovo nasce dal popolo.
Ma non dimenticheremo la grande impresa della intelligenza e della scienza cubana, che ha saputo studiare e produrre 5 vaccini contro il sars-cov2, nonostante il diabolico sistema del blocco, che risucchia sforzi e risorse per riuscire ad aggirarlo.
E vedremo come la Rivoluzione ha risposto e resistito agli assalti di nemici politici…ed atmosferici.
E come la solidarietà internazionale sia solidamente restata al fianco di questo Paese, che continua a rappresentare per noi la prova che sì, un mondo diverso è possibile.
Cuba alimenta la nostra speranza e quindi la nostra capacità di lotta e resistenza.
Ed anche fosse solo per questo, abbiamo un debito di gratitudine e solidarietà.
VI ASPETTIAMO SABATO 14 E DOMENICA 15 gennaio
presso Circolo ARCI Subasio via Emiliano Orfini 14- FOLIGNO
Tesseramento 2023
Asicuba Umbria ricorda che anche quest’anno è possibile chiedere l’iscrizione all’Associazione!
Pronti ad un nuovo anno, sempre dalla stessa parte: con CUBA!
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