UNA ESPERIENZA D’AMORE IN MEZZO ALLA FURIA DELLA PANDEMIA FRA I MEDICI ITALIANI DI TORINO E I CUBANI DELLA BRIGATA “HENRY REEVE” DI PRONTO INTERVENTO CONTRO I DISASTRI
LA TESTIMONIA IL DIARIO DI ENRIQUE UBIETA, giornalista e scrittore cubano in un LIBRO APPENA PRESENTATO AL SALONE DEL LIBRO DI TORINO
INTERVIENE MICHELE CURTO in rappresentanza di un manipolo di giovani volontari che entrarono in ospedale, al fianco dei cubani, come interpreti.
COORDINA MAURIZIO FRATTA
A PERUGIA, 25 OTTOBRE, H 17:00 (Presso UMBRO’, via S.Ercolano)
Una grande raccolta fondiè stata effettuata in un solo mese, in diverse regioni d’Italia, ed ha raggiunto l’ambizioso progetto di noleggiare un volo, partito ieri da Milano, carico di aiuti sanitari del valore di un milione e mezzo di euro, per Cuba, colpita da pandemia, crisi economica e blocco statunitense.
In Umbria l’ormai storica associazione AsiCuba ha partecipato in modo significativo alla raccolta di fondi e un proprio rappresentante (Enrico Saccarelli) sta accompagnando la delegazione che è a Cuba in queste ore, insieme, fra gli altri, alla CGIL che ha contribuito con l’importante cifra di 280.000 euro.
Segue il comunicato stampa
Comunicato Stampa Venerdì 27 agosto 2021 È atterrato ieri a La Habana, Cuba, il volo speciale NEOS NO990 con aiuti sanitari, stipati nella stiva e nella carlinga in ogni spazio, per un totale di carico di 208 metri cubi ed un valore di 1 milione e mezzo di euro. Il grande sforzo che ha prodotto questo risultato straordinario, perfino al di là delle aspettative, frutto della fulminea campagna #PoniéndoleCorazónACuba promossa dall’associazione AICEC-Agenzia per l’Interscambio Culturale ed Economico con Cuba, e da Conaci-coordinamento Cubani Residenti in Italia, è la risposta rapida degli italiani, che hanno buona memoria, alla situazione critica in cui si trova oggi Cuba, colpita in uno stesso momento dal riesplodere della pandemia, dalla forte crisi economica frutto del totale fermo dell’industria turistica e dalle misure statunitensi di blocco economico-finanziario-commerciale contro l’isola (arrivate fino ad impedire la vendita a Cuba di respiratori polmonari). La CGIL nazionale da subito ha deciso di collaborare, e sotto lo slogan “ieri ci avete aiutato voi, oggi tocca a noi” ha raccolto in meno di un mese, con la propria capillare organizzazione territoriale, ben 280.000 €. Ma tantissime sono state le realtà associative sparse nel nostro Paese che con entusiasmo sono entrate nell’impresa, e a tutti va il merito d’esser riusciti a spedire a Cuba, fra l’altro:
• 151 respiratori polmonari • 41 concentratori di ossigeno doppia via in grado di produrre ossigeno per 82 pazienti • 6000 dosi di Atracurio farmaco monodose per l’intubazione del paziente (farmaco salvavita) • 300 maschere CPAP • 5000 cicli di antibiotici ospedalieri per co-morbilità da Covid • 72.000 test rapidi per il Covid-19 • Migliaia di farmaci generici per adulti (aspirine, paracetamolo, antinfiammatori, antipiretici, anti asma, antistaminici) e pediatrici • 80.000 mascherine FFP2 e 530.000 mascherine chirurgiche • 105.000 siringhe • 55.000 guanti • 30.000 gel mani ospedalieri
Accompagna il volo una delegazione di rappresentanti di alcune fra le tante realtà aderenti, che percorrerà l’isola fino a Santiago e avrà l’onore di visitare alcuni centri ed effettuare alcune consegne secondo le indicazioni del Ministero della Sanità. Alla partenza del volo da Milano Malpensa, in una conferenza stampa alla presenza dell’Ambasciatore della Repubblica di Cuba, sia Susanna Camusso per la CGIL che Michele Curto per AICEC, fra gli altri, hanno annunciato che la campagna non si ferma e che entro settembre partirà per Cuba un altro carico di aiuti sanitari. In particolare, Camusso ha detto che il sistema sanitario di Cuba che è un patrimonio dell’umanità non può non ricevere il sostegno del popolo italiano. Hanno partecipato e contribuito insieme a migliaia di cittadine e cittadini: Sano Giusto Solidale, Comunità di SANT’EGIDIO, Nuestra América – Capitolo Italiano de la red en defensa de la humanidad, ASICUBA UMBRIA, La Villeta per Cuba – Roma e Bologna, FILOROSSO ONLUS, Collettivo CUBA VA, Centro Studi Italia Cuba, ARCI Umbria, ARCI Piemonte, Associazione PARA UN PRINCIPE ENANO, Cooperativa BABEL, Associazione SOCIALCUBA, UNITI per CUBA, Uniendo Raices, Croce Rossa Valle Aosta, Destinazione CUBA, ARCI Città Visibili, Cambiamo Rotta, Associazione ITALIA-CUBA Salerno, ALAC Cremona, Vita Sostenibile Genova, Associazione Cristóbal, Istituto di cooperazione e sviluppo Italia-Cuba, Terra del Fuoco Mediterranea, Centro Studi Cestes USB, Associazione Treno della Memoria, Terra del Fuoco Trentino, CubaLATAM, Associazione Havana Club Modena, Circoli dell’associazione Nazionale di Amicizia ITALIA CUBA: Cremona, Ceriale, Imperia, Como, San Marino, Trento, Coordinamento circoli dell’Associazione Nazionale di Amicizia ITALIA CUBA dell’Emilia Romagna, Contingente HUMANIMAUX (Francia), Comitato contro la guerra Milano e la Casa rossa Milano. Si ringraziano: UNDP (United Nation) Cuba, attraverso il PNUD e la sua piattaforma PADIT sostenuta dalla Cooperazione Italiana e Svizzera per il contributo. Per il sostegno e la collaborazione: l’Ambasciata di Cuba in Italia e quella d’Italia a Cuba La Regione Piemonte per la donazione di medicinali e test rapidi per il Covid-19 Per i contributi finanziari: CGIL Italia, Sodepaz Espana, Cuba Cooperación France, Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba, migliaia di cittadini con donazioni individuali Per Info: robertoforte21@gmail.com
Sono in visita in Italia due cittadine cubane, testimoni dirette delle attività ostili degli Stati Uniti contro Cuba e nello stesso territorio cubano: due donne che per oltre 10 anni hanno stravolto la propria vita, amicizie e famiglie per entrare nelle fila della cosiddetta “dissidenza”.
Aleida Godinez, giornalista e Alicia Zamora, fotoreporter, sono in Umbria dal 26 di ottobre e avranno i seguenti incontri:
Il fisico ANGELO BARACCA e la ricercatrice (ENEA) ROSELLA FRANCONI hanno presentato a Perugia il loro ultimo lavoro (edito da Zambon), che, partendo dall’insediamento della Rivoluzione, vuole raccontare un aspetto del paese Cuba poco conosciuto (e volutamente oscurato dalla propaganda internazionale): un sistema sanitario e scientifico al livello dei Paesi avanzati.
Va riconosciuto agli autori il merito enorme di aver puntato l’attenzione su un tema complesso, che ha molti aspetti (storico, scientifico, sociale, economico e perfino filosofico), riuscendo a condensare tutto –unico caso in Italia- in un libro agile, di facile lettura anche per i profani ma contemporaneamente denso di informazioni che hanno stupito la platea dei presenti: a partire dall’intuizione di Fidel Castro secondo cui Cuba non avrebbe potuto che investire sull’intelligenza del suo popolo, unica risorsa del Paese (“un futuro di uomini di scienza e di pensiero”), è da subito iniziata l’opera di costruzione professionale e scientifica (la gran parte dei tecnici e sanitari era scappata insieme a Batista al momento della vittoria della Rivoluzione), che, sola, avrebbe garantito l’emancipazione culturale e scientifica, mantenutasi poi sempre autoctona e originale.
Scopriamo che in questa prima fase di costruzione scientifica Cuba ricevette la collaborazione di un notevole numero di docenti volontari, provenienti da USA, Francia, Regno unito e Italia. Fra questi si ricorda il contributo del fisico Andrea Levialdi, dell’Università di Parma, che benché malato di cancro nel 1968 partì per Cuba dove iniziò un corso di fisica avanzata, riuscendo a mobilitare i colleghi italiani nel reperimento di fondi per impiantare un laboratorio di ricerca. E la collaborazione con l’Università di Parma è continuata negli anni fino ad oggi.
“Fidel –scrivono gli autori- non era affatto isolato in questa consapevolezza. Ernesto Che Guevara addirittura prevedeva fin da allora l’importanza futura dei dispositivi elettronici a stato solido: un compito che la fisica cubana effettivamente realizzò in un lasso di tempo sorprendentemente breve”: nel 1969 nasce il primo computer cubano.
Ed è nei primi anni ’80, quando la biotecnologia nel mondo è all’inizio, che Cuba punta all’applicazione dei prodotti delle nuove tecniche al sistema sanitario, in particolare nella cura del cancro: proprio per conquistare indipendenza dalle case farmaceutiche mondiali che attuano politiche ricattatorie conseguenti alle sanzioni statunitensi contro Cuba, a partire dal rapido apprendimento della produzione autonoma dell’interferone e del suo immediato uso (contro una grave epidemia di dengue emorragico), vengono fatti grossi investimenti e nasce il Centro di Ingegneria Genetica e Biotecnologia, nuova istituzione dedicata allo sviluppo e alle applicazioni della ingegneria genetica, “la più grande e complessa installazione scientifica mai realizzata a Cuba –scrivono gli autori-, interamente progettata dai cubani ispirandosi alle più importanti esperienze internazionali.”
La biotecnologia a Cuba si sviluppa in modi e per usi diversi che nel resto del mondo. Qui nasce per rispondere a bisogni e problemi sanitari della popolazione: “il successo non sono le vendite, è l’impatto sociale. Noi incassiamo problemi, non profitti” (Manuel Raices Perez-Castañeda, ricercatore e dirigente del CIGB).
Ecco la nascita del prodotto in grado di curare il piede diabetico, del vaccino contro l’epatite B, del vaccino contro il meningococco B, del vaccino contro il cancro al polmone…
I prodotti del CIGB, sottoposti a studi clinici in 33 ospedali e 16 aree di servizio sanitario di base cubani, soprattutto per diabete, oncologia, malattie infettive, hanno più di 200 registrazioni sanitarie in 34 Paesi, e fino al 2015 le richieste di brevetto presentate all’estero arrivavano a 1130, delle quali circa il 70 % approvate in Europa occidentale, Canadà, Giappone, USA, Brasile, Australia, India, Argentina, ecc.
“Oggi il Paese è il maggior esportatore di medicinali in America Latina ed ha più di 50 nazioni nella lista dei suoi clienti. I medicinali cubani costano molto meno e il governo di Fidel Castro ha aiutato Cina, Malesia, India e Iran ad installare proprie industrie: trasferimento tecnologico da sud a sud” (Start, 2012, citato dagli autori)
Da questo stupefacente quadro emerge una domanda: come ha potuto un Paese povero raggiungere risultati nella sanità equivalenti (e in qualche caso superiori) a quelli dei Paesi ricchi? Come ha potuto divenire un colosso nella ricerca scientifica, tanto da infastidire gli Stati Uniti?
Rispondono gli autori: “il capitale umano costruito nei tre decenni precedenti fornì un’alternativa ai capitali economici, costituì una base per costruire una economia della conoscenza… La biotecnologia cubana non è un mero fatto scientifico: la sua caratteristica principale è la capacità di legare la scienza e la tecnologia con l’economia e la società.”
La presentazione dell’importantissimo libro, con il coordinamento del giornalista Maurizio Fratta, è stata arricchita dal contributo della Consigliera tecnico-scientifica dell’Ambasciata cubana, Yadira Trujillo Pimentel, e del prof.Emidio Albertini dell’Università di Perugia, testimone diretto di un suo incontro ad alto livello con il CIGB de L’Avana da cui stanno nascendo relazioni di collaborazione.
CUBA: MEDICINA, SCIENZA E RIVOLUZIONE, 1959-2014
Perché il servizio sanitario e la cienza sono all’avanguardia
Per quanto si cerchi, non se ne potrà trovare un altro con gli stessi precedenti. E’ stato il gruppo di manovali di azioni clandestine e terroristiche più efficace e leale prodotto dalla Central Intelligence Agency statunitense, CIA. E’ stata una Squadra d’Urto, una squadra di punta.
Ora disponibile La squadra d’urto della CIA, ultimo libro di Hernando Calvo Ospina.
Per info e prenotazioni: asicubaumbria@libero.it oppure lasciate un commento su questa pagina e vi risponderemo in privato.