Archivi tag: Asicuba

GLI USA, BANDITI PERICOLOSI PER TUTTA L’UMANITA’: ATTACCANNO IL VENEZUELA, RAPISCONO IL PRESIDENTE

COMUNICATO STAMPA

In coerenza con la storia di pirateria imperiale statunitense, il Trump, che si era presentato come “l’uomo della pace”, quello che avrebbe riportato gli USA a occuparsi dei fatti interni liberando il mondo da guerre e invasioni dovunque, è tornato sulla vecchia strada. Ora il quasi Nobel per la pace ha sequestrato nella notte il presidente MADURO (e anche la moglie…per tenergli compagnia, chissà?) e pretende di sottoporlo a processo.

L’America Latina, definita come “cortile di casa” da lorsignori, ha già vissuto questa tragedia e per decine di volte, niente di nuovo.

Le reazioni del “giardino del mondo”, e dei suoi megafoni della “stampa libera e democratica”? com’era la storia dell’aggredito e dell’aggressore? Pretendono di legittimare la spedizione corsara con la presunta frode elettorale di Maduro. Si sa, che per le “nostre democrazie” imperiali le elezioni sono regolari solo quando a vincerle è personaggio gradito (per es. uno che privatizzi il petrolio).

Siamo sotto il potere di pazzi sfrenati, fronteggiati da Paesi per ora guidati con prudenza e intelligenza.

Ma solo i popoli possono salvare il mondo.

Chiamiamo ad una campagna contro gli interessi degli USA, un boicottaggio generalizzato: ogni obiettivo statunitense, dopo l’ulteriore sfregio al diritto internazionale, è legittimo.

NOI, IN MILIONI IN TUTTO IL MONDO, REALI DIFENSORI DI DEMOCRAZIA E DIRITTI, OCCUPIAMO LE PIAZZE E PRETENDIAMO DAI NOSTRI GOVERNI UNA REAZIONE DI DECENZA

Ora più che mai

SOCIALISMO O BARBARIE

Associazione Solidarietà Internazionalista con Cuba

Perugia, 3 gennaio 2026

ARRIVATO A CUBA CONTAINER CON AIUTI SANITARI E MOLTO ALTRO

La solidarietà non si ferma: mentre gli Stati Uniti, con la nuova amministrazione Trump, cercano in ogni modo di soffocare l’economia cubana ci sono molti che dedicano risorse e tempo per aiutare l’isola caraibica a resistere.

Obiettivo degli Stati Uniti è sovvertire il legittimo governo cubano per instaurarne uno fantoccio che tuteli i loro interessi come era prima del trionfo della rivoluzione. Cuba viene attaccata da tutti i lati con sanzioni sempre più dure che dovrebbero indurre la popolazione all’insurrezione.

Per fortuna, grazie alla solidarietà internazionale,  qualche problema quotidiano che la popolazione cubana soffre viene alleviato. Molte sono le associazioni anche italiane che periodicamente inviano ogni sorta di materiale a Cuba per aiutare il popolo in evidenti difficoltà a causa del sessantennale blocco economico, commerciale e finanziario imposto da Washington e dalle ulteriori sanzioni che si sono aggiunte negli anni. Tanto per ricordare nella precedente amministrazione di Donald Trump a Cuba sono state inflitte altre 243 misure sanzionatorie che si sono aggiunte a tutte quelle precedentemente applicate all’isola.. 

Alla fine del gennaio 2025 è stato terminato lo scarico del container partito dall’Italia grazie all’organizzazione di Rodolfo Dal Pane, che da oltre venticinque anni si dedica alla solidarietà nei confronti del popolo  dell’isola caraibica. Ogni anno organizza, con l’apporto di varie associazioni,  la spedizione di un container nel quale vengono raccolti prodotti sanitari, informatici, sportivi e molto altro.

Quest’anno hanno partecipato alla raccolte dei materiali spediti l’Associazione di Amicizia Italia-Cuba circoli regioni Emilia Romagna e Marche e  Imperia, l’Associazione Nazionale Repubblica Di San Marino con Cuba, Asicubaumbria,  Parma per Cuba, l’Associazione di Amicizia Austria Cuba.

Sono state diverse le istituzioni cubane che hanno ricevuto i materiali arrivati sull’isola. Alla Direzione Nazionale dell’Associazione dei Combattenti della Rivoluzione Cubana  sono stati donati 80 computer, 6 server, stampanti, 2000 kg di vestiti e 201 copriletti per le vittime del ciclone e materiale vario per ufficio.

Alla sede principale di L’Avana dell’Istituto cubano di amicizia con i popoli (ICAP) sono stati donati 80 PC, 2 server, stampanti, forniture per ufficio e per la Manutenzione.

Attraverso lo stesso Icap sono state fornite al servizio sanitario nazionale dell’isola 328000 siringhe, 330587 aghi, 250 camici per sala operatoria, 883 borse per Urostomia, 1123 borse per colostomia oltre fili di sutura, guanti, maglie per operazioni di ernia e molto altro. ,  

Hanno beneficiato della donazione dei materiali sanitari l’Ospedale Hermanos Ameijeiras (Dipartimento di Trapianti di Organi Addominali e Laparoscopia), Ospedale Calixto García,  Ospedale 10 ottobre, Oncologico pediatrico William Soler della capitale cubana; l’Ospedale pediatrico José Martí Pérez di Sancti Spiritus e l’Ospedale Generale Dr. Tomás Carrera Galiano di Trinidad.

All’Istituto Nazionale per gli Sport (Inder) di Sancti Spiritus sono arrivate biciclette e ricambi vari. 

Il valore dei materiali contenuti nel container arrivato a Cuba e è stimato in 453288.00 EURO.

Andrea Puccio – http://www.occhisulmondo.info

Feliz 2025 – Aniversario 66 del triunfo de la Revoluciòn

Queridos compatriotas:

Infinitas gracias por el heroísmo frente a la barbarie de la guerra económica que se nos hace. Recordemos el año que termina, no por los obstáculos y las carencias. Recordémoslo porque todos los vencimos juntos.

#FelicidadesCuba

Comunicato sulla Marcia del Popolo Combattente

Il 20 dicembre, più di 500.000 abitanti dell’Avana, in rappresentanza del popolo, guidati dal Generale dell’Esercito e leader della Rivoluzione, Raúl Castro Ruz, e da Miguel Díaz-Canel Bermúdez, Primo Segretario del Partito Comunista di Cuba e Presidente della Repubblica, hanno marciato davanti all’ambasciata degli Stati Uniti in una massiccia manifestazione contro il blocco e l’inclusione del Paese nella lista degli sponsor statali del terrorismo stilata dal Dipartimento di Stato americano.

La convocazione è stata una grande dimostrazione di sostegno popolare alla Rivoluzione, oltre che un’attestazione di unità in cui è emersa la gioia, la fiducia e l’ottimismo dei cubani nonostante le difficoltà quotidiane causate dalla politica di massima pressione del governo statunitense. È stata una marcia per la vita, l’onore, la dignità e il futuro di un popolo eroico e pacifico.

Di grande simbolismo è stata la presenza incoraggiante di Raúl come principale rappresentante di quella generazione storica che ci ha portato alla vittoria nel 1959, camminando saldamente al fianco dei giovani, che portano avanti la premessa di non deludere coloro che hanno dedicato la loro vita alla difesa della sovranità nazionale.

Nel suo discorso di apertura, il Presidente Díaz-Canel ha affermato: “La pretesa degli Stati Uniti di lacerare la dignità di questo popolo, attraverso la clava, è stato annullato oggi con questa manifestazione e marcia dei combattenti, che dimostra quanto alto continui a essere l’onore della nostra Patria”.

Con la stessa convinzione, dimostrata in quasi 66 anni di gloriosa resistenza da parte di diverse generazioni di cubani di fronte all’ostilità dei governi statunitensi che si sono succeduti, continueremo a lottare per costruire i nostri sogni, vincendo l’ingerenza che cerca senza successo di piegare la nostra volontà di essere una nazione libera e sovrana. È la volontà di un intero popolo! Viva Cuba!

Roma, 22 dicembre 2024

Cuba scommette sul riso per vincere il blocco  

 (…) Cuba consuma circa 600,000 tonnellate di riso all’anno, ma riesce a produrne appena un terzo. Per diverse ragioni.

Prima di tutto, il deficit dei mezzi di produzione necessari e l’enorme dipendenza del paese dalle importazioni di combustibile, entrambi i settori colpiti direttamente dalle sanzioni di Washington che impediscono a paesi terzi relazioni commerciali con la isola.  (…)

“Nel 2016 raggiungemmo una produzione di più di 300,000 tonnellate, e stavamo incrementando sostenutamente la produzione. Quando arrivò Trump, che ci incluse nella lista dei paesi patrocinatori del terrorismo. E questo ha prodotto l’effetto che non troviamo più fonti finanziarie per la produzione del riso: forniture, tecnologia, combustibile” (Nelson González González, direttore Programma Nazionale Produzione Riso del Ministero Agricultura).

Dagoberto Ramírez, produttore di riso da 20 anni, afferma che “lo sforzo che stiamo facendo in tutto il paese è enorme perché non abbiamo materie prime… Manca anche la manodopera e se non ci fosse il blocco avremmo i giovani per la semina, che ora mancano perché non si offrono le condizioni necessarie”  

IL RISO, PRIORITA’ PER LO STATO E PER IL POPOLO

Per rispondere alla necessità del popolo lo Stato deve ricorrere a grandi sforzi economici per importare e poi rivendere ai cittadini a prezzo politico.  

D’altro lato, con nuove misure statali approvate negli ultimi anni, si stanno consegnando terre in usufrutto, per stimolare la produzione su piccola scala.

Oggi sono più di 20,000 i produttori di riso in tutto il paese oltre ad altri 11,000 che producono per l’autoconsumo.   

Cuba implementa anche programmi di cooperazione con altri paesi. per es. si è iniziato un progetto pilota di collaborazione con Vietnam per la semina di semi che promettono di migliorare la resa.

Vietnam, Brasile e Uruguay sono i principali fornitori (…)

In quest’anno 2024, si punta a raggiungere le 200,000 tonnellate (…)

Secondo l’Ufficio Nazionale di Statistica negli ultimi 6 anni la produzione di riso è calata del 90%: il paese è passato da una produzione di 272,800 tonnellate a 27,900.

In generale, si importa più del 70% dei generi alimentari necessari, che significa 2 miliardi di dollari all’anno, una cifra considerabile per una economia in crisi come quella cubana.

Ora con l’arrivo di Trump al potere non ci si aspetta una tregua negli attacchi degli Stati Uniti, però gli agricoltori cubani sanno che la priorità è dar da mangiare al loro paese, vincendo il BLOCCO con ogni tonnellata in più… (…)

Fonte: Claridad Por Luis de Jesús Reyes, Resumen Latinoamericano,

10 dicembre 2024

#TumbaElBloqueo – ABBATTI IL BLOCCO

Condividiamo questa importante relazione usando l’hashtag #TumbaElBloqueo, ABBATTI IL BLOCCO, perchè dobbiamo contrapporre la realtà alle “info” dei media falsari che lamentano la mancanza d’acqua , di energia elettrica, di latte… MA MAI PARLANO DEL BLOCCO

Cuba presenta la relazione sui danni provocati dal BLOCCO più prolungato e ampio della storia, in vista della prossima discussione all’ONU  

Un’ora di blocco provoca più di 575.683 $ di danni a Cuba

Dal 1º marzo 2023 al 29 febbraio 2024, il blocco statunitense ha provocato danni e problemi materiali a Cuba con un incremento di 189,8 milioni di $ rispetto all’anno precedente.

Questo significa un danno di circa 421 milioni al mese, cioè 13,8 milioni al giorno, più di 575.683 dollari di danni per ogni ora.

Al prezzo corrente i danni accumulati durante più di sei decenni di questa politica toccano 164.141,1 milioni di dollari.

(…) Il Ministro Relazioni Estere di Cuba, Bruno Rodríguez Parrilla, lo ha precisato presentando alla stampa estera e nazionale la relazione dei danni provocati nell’anno corrente, ed ha precisato che senza il blocco, si stima che il PIL di Cuba sarebbe cresciuto nel 2023 di almeno un 8 %.

(…) Nel periodo esaminato dalla relazione, le azioni degli USA sono state indirizzate a identificare e perseguire le principali fonti d’entrata dell’economia cubana, in stretta applicazione della Legge Helms-Burton, incluso riguardo la sua portata extraterritoriale.

In questo senso restano invariate le misure con maggior impatto sulla popolazione e sull’economia cubana (…).

Tra gli ultimi passi del Governo USA, il Cancelliere ha riportato la persistenza dell’ingiustificata accusa a Cuba d’essere uno Stato sponsor del terrorismo. (…)

Inoltre ha spiegato che gli annunci statunitensi del 28 maggio su alcuni cambiamenti del blocco riguardo al settore privato non hanno modificato il corpo fondamentale di questa politica. Non eliminano nè modificano le misure coercitive che danneggiano di più l’economia e i servizi pubblici, (…) Rodríguez Parrilla ha detto che l’offensiva contro il turismo, l’aggiunta degli inesistenti “attacchi sonici” a diplomatici statunitensi come giustificazione per qualificare Cuba come Paese poco sicuro, la persecuzione dei convegni di cooperazione medica internazionale, tra l’altro, rispondono a un disegno preciso, indirizzato a impedire l’arrivo delle entrate imprescindibili per coprire le necessità della popolazione.

Il Governo USA ha chiarito ogni dubbio sulla natura crudele e genocida del blocco, richiamando alla memoria che utilizzò il peggior momento della pandemia COVID-19 per imporre misure aggiuntive, rinforzò la proibizione d’importazioni vitali come i ventilatori polmonari, applicò misure che danneggiarono la produzione dei vaccini cubani contro il virus e giunse ad impedire l’importazione d’ossigeno da Paesi terzi.

Tutte le difficoltà della società cubana non si devono esclusivamente al blocco –ha riconosciuto il Ministro delle Relazioni Estere–, «ma non dice la verità chi non lo identifica come il principale ostacolo al nostro sviluppo.

Nessun Paese, anche con economie molto più prospere e robuste, potrebbe affrontare un’aggressione tanto spietata».

IL BLOCCO IN CIFRE

  • 25 giorni equivalgono al finanziamento necessario per coprire l’approvvigionamento di base di medicinali per un anno (339 milioni di $)
  • 9 giorni corrispondono al costo d’importazione del materiale usa-e- getta (cotone, garze, siringhe, aghi, suture, cateteri) e dei reagenti necessari al sistema sanitario nazionale per un anno (129 milioni $)
  • 21 ore di blocco equivalgono al costo d’acquisto dell’insulina necessaria per coprire il fabbisogno per un anno (12 milioni di $).
  • 18 giorni equivalgono al costo di manutenzione del Sistema elettro- energetico nazionale per un anno (250 milioni di $).
  • 4 mesi corrispondono alla spesa per garantire la consegna alle famiglie dei generi di prima necessità per un anno (1.600 milioni di $).
  • 38 ore equivalgono al costo di produzione/acquisto del materiale scolastico per il Sistema di Educazione per un anno (21 milioni di $)
  • se il blocco sparisse per 8 ore, Cuba potrebbe comprare giocattoli e elementi didattici per tutti gli asili del paese (4.500.000 $).
  • Mezz’ora equivale al costo delle sedie a rotelle necessarie per il Sistema di Educazione Speciale (256.363 $).
  • 44 ore equivalgono al finanziamento necessario per garantire i computers nei centri educativi del paese (25.200.000 $).
  • 15 minuti corrispondono al finanziamento necessario per coprire la domanda di protesi auditive per bambini e adolescenti, studenti nel Sistema di Educazione Speciale (144.000 $).
  • 3 giorni equivalgono al costo di manutenzione del trasporto pubblico per un anno (40 milioni di $).
  • 9 mesi equivalgono al finanziamento stimato per coprire le necessità di costruzione di nuove case (3.893 milioni di $).

L’Avana, Daniela Cabrera Monzón, 12/9/2024, Granma

Più attuali che mai le parole di Fidel su Israele

Il 25 novembre 2016 ci lasciava un gigante della storia: Fidel Castro. Lo vogliamo ricordare con queste parole, più attuali più che mai: “La base di una pace giusta nella regione inizia con il ritiro totale e incondizionato di Israele da tutti i territori arabi occupati e implica per il popolo palestinese la restituzione di tutti i territori occupati e il recupero dei propri diritti nazionali inalienabili, compreso il diritto al ritorno in patria e all’autodeterminazione. […] Espulsi dalla propria patria, dispersi nel mondo, perseguitati e assassinati, gli eroici palestinesi costituiscono un esempio impressionante di altruismo e di patriottismo, e sono il simbolo vivente del più grande crimine del nostro tempo” Discorso pronunciato alla XXXIV Sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, 12 ottobre 1979

Appello di mediCuba-Europa: mancano farmaci essenziali, facciamo la nostra parte

Cuba lotta ostinatamente per garantire il funzionamento del suo sistema sanitario: mancano farmaci essenziali, anche per la chemioterapia e per malattie croniche. Molte sale operatorie non sono operative per mancanza di attrezzature e pezzi di ricambio

E noi facciamo nostra la resistenza ostinata di Cuba, restiamo al suo fianco mentre affronta gravi problemi sanitari.

Di seguito l’appello originale di mediCuba-Europa cui AsiCubaUmbria aderisce (preceduto da traduzione in italiano).

VERSAMENTI con causale MEDICINE PER CUBA:

IBAN IT72H 03599 01899 050188528514

intestato Ass.ne Solidarietà internazionalista con Cuba

CAMPAGNA MEDICINE D’EMERGENZA PER CUBA

Negli ultimi tempi Cuba soffre per una drammatica crisi, che ha provocato una grave scarsità di farmaci e attrezzature mediche.

Per il BLOCCO criminale degli USA, che si continua a stringere sempre di più, per le conseguenze della pandemia Covid e per la situazione internazionale, Cuba deve lottare ostinatamente per garantire il FUNZIONAMENTO del suo SISTEMA SANITARIO.

Disgraziatamente, ogni giorno la situazione diventa più insostenibile per la popolazione: mancano farmaci essenziali, anche per la chemioterapia e per malattie croniche. Molte sale operatorie non sono operative per mancanza di attrezzature e pezzi di ricambio.

Data questa situazione e affidandoci sulla solidarietà forte e costante di persone, associazioni e istituzioni, mediCuba-Europa lancia una nuova campagna di emergenza per raccogliere fondi destinati all’acquisto di farmaci e attrezzature mediche per ospedali e centri di salute in tutta l’isola.

Campaña mediCuba-Europa medicamentos de emergencia para Cuba

En los últimos tiempos, Cuba ha sufrido una dramática crisis, la cual ha provocado una grave escasez de medicamentos y equipos médicos.

Debido al criminal bloqueo de EEUU, que se sigue recrudeciendo, a las consecuencias de la Covid y a la situación internacional, Cuba debe luchar obstinadamente para garantizar el funcionamiento de su sistema sanitario. Desgraciadamente, cada día la situación se torna más insostenible para la población : hay escasez de medicamentos esenciales, así como de quimioterapia y medicamentos para enfermedades crónicas; muchos quirófanos no pueden funcionar por falta de equipos y piezas de repuesto.

En vista de esta situación y confiando en la solidaridad inquebrantable de individuos, asociaciones e instituciones, mediCuba-Europa lanza una nueva campaña de emergencia para recaudar fondos destinados a la compra de medicamentos y equipos médicos para hospitales y centros de salud de toda la isla.

¡Únete a esta acción de solidaridad con Cuba!

Apúrate, ¡nuestra ayuda es necesaria!

Lettera aperta al Direttore del Fatto Quotidiano – La risposta di Asicuba all’articolo del 28 Aprile

Gentile Direttore,

fa sorridere, ma di un riso amaro, l’articolo comparso nel vostro quotidiano il 28 Aprile scorso dal titolo Cuba ammaina pure la festa del 1°Maggio: “Niente benzina”.
Poche righe in una spalla nelle vostre pagine interne, con un tono capzioso che indica un’opinione, prima di un fatto.

Cuba è in difficoltà in questa ripresa post pandemica, dovuta ad un blocco economico illegale, e non ha certo bisogno della bile di una giornalista che sputacchia qua e là qualche sentenza. Al contrario tutti noi, avremmo bisogno di un approfondimento sulla situazione nell’isola di Fidel, magari di una inchiesta che (in Ucraina, come a Cuba, come in Vaticano) citi e riporti le fonti, confronti le opinioni, apra al dubbio e alla ricerca di una situazione il più vicina possibile alla verità dei fatti.

Non vorremmo sostituirci al vostro lavoro, ma permetteteci di contestare le fonti dell’articolo citato e di darvi qualche informazione in più su cosa sta accadendo a Cuba, con particolare attenzione al desfile del 1°Maggio:

  • Vengono citati con vaghezza “blog di giovani cubani” come fonte. Quali sono, se è lecito sapere? Qual è il criterio con cui vengono scelti?
  • Viene descritta Cuba come esportatrice dell’oro nero venezuelano in cambio di liquidità quando a noi risulta una realtà opposta: per le sanzioni USA il Venezuela non riesce ad esportare il suo petrolio se non con grandi difficoltà, a Cuba come altrove.
  • Viene citato un cambio peso/euro che riporta il prezzo della benzina a 7€ invece che a 1.5€, come risulta da ripetuti contatti con l’isola.
  • Viene poi annunciato l’immancabile minestrone delle paralisi: Orchestra nazionale, agricoltura, ospedali. Sembra solo a noi di scorgere un malcelato compiacimento, in un’esternazione che non descrive che la superficie di un’articolata situazione che, seppur in sofferenza, garantisce i servizi essenziali a tutti i suoi cittadini?

Veniamo al titolo: la festa del Primo Maggio si farà, eccome. È vero, quest’anno il desfile, la marcia milionaria del Primo Maggio che attraversa ogni anno la Plaza de la Revolución non ci sarà, proprio perché la benzina è preziosa e un concentramento dai tanti estremi di una capitale molto vasta è oneroso, ma la marcia del Primo Maggio si farà, sia come attività nazionale, a cura di 5 Municipi centrali de L’Avana, sia, come sempre, nelle città capoluogo di provincia lungo tutta l’isola. E non è nemmeno vero che sia la prima volta che si presenta una situazione del genere; successe infatti anche nel periodo especial di dover ricorrere a questa formula per celebrare il Primo Maggio.

Questo articolo evidentemente ignora molte cose:

-la pretesa di uno Stato, gli USA, di imporre sanzioni a suo piacimento e di imporne il rispetto a Paesi terzi. Una pratica che è sotto una contestazione mondiale proprio per il conclamato obiettivo di ottenere un “cambio di regime” di uno stato sovrano tramite il ricatto e la violenza;  

-contro Cuba da 60 anni vige non un modesto “embargo”, ma un blocco che vuole impedire qualsiasi relazione economica/finanziaria/commerciale/culturale. Agli italiani residenti a Cuba risulta ad esempio molto difficile, se non impossibile, ricevere dall’Italia per bonifico bancario la propria pensione.

Un giornalista può definirsi “indipendente” quando le sue fonti sono esclusivamente reperite da una parte della barricata?

Somiglia a un tassello, caro Direttore, questo articolo. All’apparenza insignificante, scritto in maniera superficiale (con la mano sinistra si diceva un tempo), ma che unito ai tanti piccoli articoli di opinione, alle tante notizie false, alle foto truccate che girano nei social contro Cuba, contribuisce a disegnare un quadro pretestuoso, se vuole ingannevole, dell’isola caraibica.

Permetteteci allora di darvi una lettura diversa del Primo Maggio Cubano, citando la fonte naturalmente:

“Questo 1° Maggio non ci sarà la sfilata perché non c’è combustibile sufficiente per il trasporto di tanta gente alle piazze.

Ma ci sarà la stessa gente, anche se in altre piazze più vicine a casa, gente che andrà
ad appoggiare il suo Paese, la sua Rivoluzione, perché il cubano non è un popolo
ignorante. Ha sangue nelle vene, chiaro, e le penurie lo angustiano, ma lo irrita anche di più sapere qual è l’intenzione di quelli che non ci amano, di quelli che sono allergici a questa resistenza. Non capiscono che Cuba non si arrende, non si consegna, non si vende… invece noi andremo in una piazza, stavolta vicino a casa, a ripetere che non ci arrenderemo, che non ci venderemo.”

(Fonte: /GM/Granma Internacional)

Noi non crediamo che il vostro giornale sia prono alle ormai vecchie regole della disinformazione, dove si frulla un pezzetto di verità dentro la macedonia delle balle (colorite e nefaste) per portare il lettore là dove si vuole. Lo dimostrano gli eccellenti articoli sui vaccini proteici cubani comparsi lo scorso anno; ed è appunto incomprensibile, per chi conosce la serietà con cui Il Fatto affronta l’analisi dei temi nazionali ed europei, perché sul tema Cuba si continui a fornire (dis)informazione superficiale.

Ci permetta di offrire il nostro apporto su Cuba, caro Direttore. Siamo sicuri che insieme, daremo un contributo ancora più efficace alla ricerca della realtà dei fatti e della verità.

Buona giornata e buona festa dei lavoratori.

Con rispetto,

Alessandro Pacini
Presidente di AsiCuba